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Sono Tempio della Trinità

GLORIA AL PADRE AL FIGLIO E ALLO SPIRITO SANTO

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August 10

LA FAMIGLIA COME SCUOLA D'AMORE


Il cardinal Tettamanzi definisce l’uomo come  «un essere amato e capace di amare». Non sempre viene spontaneo pensare agli esseri umani nella loro capacità di amare; soprattutto in un’epoca, la nostra, di “passioni tristi”, di disillusioni, frammentazione sociale, ridefinizione o disgregazione della famiglia tradizionale; in un’epoca, citando ancora il cardinale, di “analfabetismo affettivo”, dove il linguaggio dell’amore manca o peggio è confuso, ambiguo. Eppure la capacità di amare è un’esperienza centrale nella fede cristiana...

di Stefania Perduca
Psicoterapeuta

Eppure potenzialmente siamo proprio chiamati alla relazione con l’altro, definiti dal rapporto con l’altro, capaci di relazioni intime e durature. Potenzialmente, certo, esiste la scelta personale ma prima di questa esiste un’esperienza che costruisce il nostro sé: essere stati a nostra volta amati. Un’esperienza centrale nella fede cristiana e fondante dal punto di vista psicologico. Essere amati ci permette di amare, ma prima ancora ci permette di esistere. Prima di venire al mondo fisicamente un bambino esiste nella testa e nel cuore dei propri genitori che, mentre lo attendono, gli attribuiscono caratteristiche specifiche (Sarà sveglio e simpatico! Sarà capriccioso come te?) che pongono le basi della sua identità.

Il modo in cui gli altri ci immaginano, ci vedono e ci attendono è la prima fonte di origine di noi stessi: impariamo chi siamo dagli altri, un po’ come se fossero uno specchio nel quale vediamo la nostra immagine riflessa. Il modo in cui i genitori ci rispecchiano forma non solo la nostra immagine di noi,  come persona amabile o non amabile, ma anche la visione del mondo e delle altre persone, accoglienti o di rifiutanti, e della possibilità di stabilire relazioni affettive durevoli e soddisfacenti. Le prime relazioni sono la culla del nostro sé, della nostra possibilità di essere uomini e donne, della nostra capacità di amare noi stessi e gli altri. Allora, tornando alle riflessioni del Cardinale, come può una famiglia - «ambito primo e privilegiato per educare all’amore» - rendere attuale le potenzialità di amare di ciascuno di noi?

EDUCARE ALL'AMORE SIGNIFICA...
... anzitutto educare ad essere persone autentiche. Il genitore è chiamato al difficile compito di amare il proprio figlio in modo incondizionato, solo perché egli esiste e non perché “fa cose giuste” o “dice cose belle”. Il genitore accetta in maniera positiva e incondizionata il bambino quando lo accetta come persona, lo apprezza, consentendogli di esprimere tutto se stesso, anche nei sentimenti riprovevoli che ognuno di noi ha sperimentato e sperimenta nella vita.

Il genitore offrendo accettazione fonda la fiducia di sé ancora quando il bambino è molto piccolo. E’ una sfida certo, soprattutto in un mondo dove i modelli da raggiungere sono tanti ed elevati: l’efficientismo, il benessere, la forma fisica, l’elevata performance cognitiva e dove il rischio di non accettazione (se non sei bravo, non esisti) è forte negli ambienti professionali e sociali in genere. Una sfida anche perché invita l’adulto a correre il rischio che il figlio non sia esattamente quello desiderato e sperato.

EDUCARE ALL'AMORE SIGNIFICA...
... anche educare alla consapevolezza di sé. Se sono cresciuto come essere “amabile”, allora non avrò paura di guardarmi dentro, di scoprire come sono fatto nelle mie potenzialità e limiti, nei miei successi e fallimenti, nelle mie grandiosità e piccolezze di essere umano. Non avrò paura neanche di mostrarmi all’altro e di comunicare i miei sentimenti, di fondare relazioni intime, di donarmi totalmente, e a mia volta di accettare l’altro senza svalutazione. Ecco un’altra sfida per i genitori: concedere fiducia al figlio e alle persone che incontrerà e che sceglierà.

EDUCARE ALL'AMORE SIGNIFICA...
...educare all’impegno. Ovvero ad amare si impara. Riprendendo un altro passaggio dell’omelia, l’amore riguarda «mente, cuore, corpo, intelligenza, libertà, apertura al vero, desiderio del bene, anelito all’infinito, bisogno di Dio». La famiglia può mostrare con l’esempio e raccontare a parole la storia delle proprie relazioni di coppia o di amicizia, evidenziando che l’amore implica più aspetti della persona: il sentimento si intreccia alla scelta ed implica la volontà e la rimotivazione. Posso scegliere di portare avanti una scelta grazie alla mia volontà e posso scoprire nuove ragioni per amare, magari diverse da quelle iniziali e apprezzarle; scoprire che le persone cambiano ma possono essere amate in modi nuovi e con linguaggio nuovi.

June 06

Almeno guardami ...

                                                                                   

Almeno guardami... vedresti come subito il mio sguardo si poserebbe su di te!».

« Anime che vi trovate irretite nei più grandi peccati... se per più o meno tempo siete vissute errabonde e fuggiasche a causa dei vostri delitti, se i falli di cui siete colpevoli vi hanno accecato e indurito il cuore: se per seguire qualche passione siete cadute nei più gravi disordini, ah, non lasciate che la disperazione s'impossessi d i voi, quando i complici del vostro peccato vi abbandoneranno, o quando la vostra anima si renderà conto della sua colpa! Fin che all'uomo resta un soffio di vita può sempre ricorrere alla Misericordia e implorare il perdono.

« Se siete ancor giovane e gli scandali della vita passata vi hanno lasciato in uno stato di degrada­zione di fronte agli uomini, non temete! Quantunque il mondo vi disprezzi, vi tratti da scellerati, v'insulti e vi abbandoni, siate sicuri che il vostro Dio non vuole che diventiate preda delle fiamme dell'inferno. Egli desidera che vi avviciniate a Lui, per perdonarvi. Se non osate parlargli, rivolgetegli almeno uno sguardo, un sospiro del cuore e subito vedrete che la sua mano benefica e paterna vi condurrà alla fonte del perdono e della vita.

Tratto dalle rivelazioni di Gesù a Suor Josefa Mendez

Nel silenzio c'è la voce del Signore

Quando c'è troppo chiasso non capiamo nulla, tutto diventa distorto, la testa ci scoppia e non sappiamo cosa fare. Il ritmo frenetico, che oggi la società ci impone come modello di vita, ci porta proprio a questo, a diventare isolati pur vivendo insieme agli altri perchè non riusciamo ad amalgamare i nostri pensieri  con quelli di coloro che ci stanno accanto.
Persino la voce di Dio ci passa davanti e non l'ascoltiamo, quella voce che faremmo bene a seguire per trovare il nostro giusto posto nel mondo non riesce ad essere percepita dalle nostre orecchie proprio perchè sature di voci inutili e senza valore.
" Parole, parole, parole, soltanto parole, parole tra noi.." diceva una famosa canzone, e in effetti a ben guardare siamo storditi da tante chiacchere che, a volte se non stiamo attenti, ci sviano dalla Fede, rendendoci dubbiosi, apatici e paurosi. Ecco che il bisogno della voce di Dio si fa più potente, più urgente ma non sappiamo come, dove e quando metterci in suo ascolto. Occorre predisporre il nostro animo all'accoglienza, pregando lo Spirito Santo affinchè venga in nostro aiuto, ma per far ciò è necessario un ambiente adatto dove sia precluso l'ingresso ad altre voci, ossia nel silenzio di una chiesa, della propria casa magari staccando il telefono, il cellulare, non rispondendo al campanello o al citofono.
Non ci siamo per nessuno, ma solo per il Signore..dobbiamo avere il coraggio di fare questo e allora ci sentiremmo meglio spiritualmente e fisicamente, come se avessimo fatto una cura accelerata di vitamine.
Perchè è la voce di Dio la nostra forza, che ogni momento è disponibile a darci il Suo aiuto attraverso la preghiera personale o comunitaria, la revisione di vita a fine giornata e i sacramenti, passando per la S. Messa.
Dio non vuole rubarci troppo tempo ai nostri impegni, aspetta solo che ci ricordiamo di Lui per attingere dal Suo Amore le energie di cui abbiamo bisogno. Abituiamoci a stare nel silenzio: avremo la possibilità di udire una Voce meravigliosa che non stordisce, non urla, ma che ci penetra l'anima facendola diventare un piccolo angolo di paradiso. Lorella
May 14

NON POTETE SERVIRE DIO E MAMMONA

            NON POTETE SERVIRE DIO E MAMMONA

 

            Trovarsi fra il cielo e la terra senza poter appartenere totalmente né all'uno né all'altra, vuol dire vivere senza occupare un proprio spazio nell'esistenza della vita.

 

            L'uomo che sa d'essere tale riconosce la propria materia ed impara dalle sue esigenze a capire cosa lei vuole per se stessa.

 

            Capisce, l'uomo, che essa materia vive di cose di terra che hanno un importante valore in quanto le permettono di stare bene, fino a renderla felice delle sole sostanze che la rendono ricca.

 

            Basta guardare quanto il mondo giri intorno alla ricchezza materiale per capire quanto sia importante tale realtà. Si vedono sul pianeta vite che corrono senza riposo per raggiungere la mèta del benessere a qualunque condizione. In esso benessere si confida per far riposare con tranquillità la propria esistenza, dimenticando che non è in tale piacere che l'anima può trovare il suo vero riposo.

 

            Essa vive nella materia ma non viene assoggettata ad essa se non per il solo scopo di nutrirsi per il proseguimento del suo viaggio oltre la vita terrena.

 

            L'anima vive di regolamento che le permette di essere leggera e luminosa.

 

            Senza di esso la sua eterna dimora sarà per lei la sua eterna condanna.

 

            Come la natura vive nella legge del servizio, così l'uomo deve ritrovare tale funzione per imparare a guadagnare ciò che gli occorre per il suo benessere eterno.

 

            Servire e vivere di esso per essere serviti dalla ricompensa di Colui che si compiace in chi ascolta il Suo consiglio.

 

            Dio esercita sull'uomo il potere di Chi nella Sua Parola non lascia alcuna possibilità d'uscita dal contenuto della stessa.

 

            Nel Suo Parlare istruisce ed ammonisce per agevolare e condurre la creatura alla mèta da Lui voluta. Segue il metodo di chi sa già ogni cosa, proponendolo quale assoluto.

 

            Non c'è altro se non ascoltare ciò che dice per sapere e mettere in pratica. Ecco che, dall'Alto della Sua Sapienza, dice all'uomo che Servire bene vuol dire vivere bene in Lui e godere bene di Lui. Applica le regole del servizio alle ricchezze del mondo, definendole: "Mammona".

 

            Esse hanno il potere di portare l'uomo a vivere per sé senza curarsi e preoccuparsi di chiunque intorno a lui abbia necessità. Diviene ricco l'uomo che nella ricchezza si chiude senza guardare l'indigente che chiede.

 

            Gradisce Dio l'attenzione al bisognoso, chiunque esso sia, e spinge senza mezzi termini ad usare la ricchezza iniqua quale mezzo per guadagnare il paradiso.

 

            Basta vivere di esse e lasciare che anche altri ne possano usufruire. C'è sempre la Sua Volontà che si compiace nella condivisione e nel rispetto verso l'altro che guarda dietro il vetro e che non può far altro che desiderare senza speranza. Chiede Dio di far muovere le ricchezze in un processo di produzione per il benessere altrui. Si serve Dio non servendo Mammona, quando si consuma in essa il potere dell'egoismo.

 

            Ama Dio ed Ama l'amore suo che va verso il bisognoso, servendo come solo Lui sa fare con ogni mezzo per ogni necessità. Si serve con tutto ciò che si possiede, fino ad attendere l'ora del rientro.

 

            Tutto ciò che è stato seminato, lo si ritrova moltiplicato secondo la ricompensa divina e la certezza di tale realtà Gesù la comunica apertamente, narrando la storia del ricco epulone con Lazzaro bisognoso. L'uno servo della ricchezza egoistica e l'altro affamato ed elemosinante. Non lascia dubbio Gesù sulla fine dei due, ponendo il ricco nella condizione di grande patimento dopo la vita terrena e l'altro di grande gioia.

 

            Non ci sono parole né illusioni che possano modificare tale verità, perché la soluzione di Dio nella Sua Giustizia non può venire che usando la Carità quale mezzo di salvezza e d'amore in quanto il Dio, che è l'unico Dio, è AMORE!

 

Sotto la stufa

Sotto la stufa
(Bruno Ferrero, Il canto del grillo)
Ai giovani che venivano da lui per la prima volta, Rabbi Bunam raccontava la storia di Rabbi Ezechia, figlio di Rabbi Jekel di Cracovia. Dopo anni e anni di dura miseria, che per
ò non avevano scosso la sua fiducia in Dio, questi ricevette in sogno l'ordine di andare a Praga per cercare un tesoro sotto il ponte che conduce al palazzo reale.
Quando il sogno si ripeté per la terza volta, Ezechia si mise in cammino e raggiunse a piedi Praga. Ma il ponte era sorvegliato giorno e notte dalle sentinelle ed egli non ebbe il coraggio di scavare nel luogo indicato. Tuttavia tornava al ponte tutte le mattine, girandovi attorno fino a sera. Alla fine il capita­no delle guardie, che aveva notato il suo andirivieni, gli si avvicin
ò e gli chiese amichevolmente se avesse perso qualcosa o se aspettasse qualcuno. Ezechia gli raccontò il sogno che lo aveva spinto fin lì dal suo lontano paese. Il capitano scoppiò a ridere: «E tu, po­veraccio, per dar retta a un sogno sei venuto fin qui a piedi? Ah, ah, ah! Stai fresco a fidarti dei sogni! Allora anch'io avrei dovuto mettermi in cammino per obbedire a un sogno e andare fino a Cracovia, in casa di un ebreo, un certo Ezechia, figlio di Jekel, per cercare un tesoro sotto la stufa! Ezechia, figlio di Jekel, ma scherzi? Mi vedo proprio a entrare e mette­re
a soqquadro tutte le case in una città in cui metà degli ebrei si chiamano Ezechia e l'altra metà Jekel!».
E rise nuovamente. Ezechia lo salut
ò, tornò a casa sua e cercò sotto la stufa.
Trov
ò il tesoro e lo dissotterrò e con esso costruì la sinagoga del suo villaggio.
Il maestro divenne famoso mentre era ancora in vita. Raccontavano che Dio stesso una volta avesse cercato il suo consiglio:
«Voglio giocare a nascondino con l'umanità. Ho chiesto ai miei angeli quale sia il posto migliore per nascondersi. Alcuni dicono le profondità dell'oceano. Altri la vetta della montagna più alta. Altri an­cora la faccia nascosta della luna o una stella lonta­na. Tu cosa mi consigli?».
Rispose il maestro: «Nasconditi nel cuore umano.
È l'ultimo posto a cui penseranno».
 
Il messaggio del Signore alle volte ha bisogno di interpretazione, ma non deve mancare la fede e la speranza di trovare la giusta risposta.


 
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Diega Roberti

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sono una suora laica, Ordo Virginum della diocesi di Teramo. Il mio vero nome è ...
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Lo Spirito del Signore mi ha consacrata
Lo Spirito del Signore mi ha inviata
a portare il lieto annuncio ai poveri
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Vito M.wrote:
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2 days ago
Vito M.wrote:
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Oct. 10
 
In Europa, nel 2007, sono stati registrati oltre un milione e duecentomila aborti, equivalenti a un aborto ogni 25 secondi. Negli ultimi 10 anni oltre 13 milioni di bambini sono stati “eliminati” con questa pratica  e la notizia la potete leggere dettagliatamente cliccando il link qui sotto :
 
 
Questo evento vuole riunirci nella preghiera del  rosario per questi piccoli di cui la terra è stata privata
( magari potete aggiunere anche con la seguente intenzione:
- per la fine di ogni uccisione chirugica o chimica delle persone non ancora nate. )
 
L'inizio di questo evento è previsto per le ore 0.00 del giorno 16 ottobre 2009 in In tutto il mondo e il termine domenica 18 ottobre 2009 alle ore 23.55
 
 PASSAPAROLA
Oct. 8
Vito M.wrote:
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Oct. 3
Vito M.wrote:
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Sept. 26