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日志


11月24日

Articolo comparso su Avvenire del 23 Novembre 2008

Da nove anni in coma vigile,
è accudita dai genitori Faustino e Giovanna.
Il dramma dopo una gravidanza:
lei colpita da embolia e la bambina morta.
Contro il parere di tutti, Papà e Mamma  la riportano a Casa.
Ora riesce a deglutire ed è nutrita per bocca.
Un fatto impensabile per gli stessi medici.

E’ vero,
l’amore può fare miracoli.
Per averne una prova,
basta entrare nella casa di Faustino e Giovanna Quaresmini a Nova Milanese.
Qui l’amore lo si respira.
Qui l’amore ha un nome: Moira, la figlia di 39 anni,
da nove anni in coma vigile,
una sindrome nota anche come stato vegetativo persistente.
E’ accudita dai genitori, aiutati dagli operatori dell’Asl per l’assistenza igienico-sanitaria e fisioterapica.
Moira fino al 12 gennaio del 2000 era una bella ragazza felicemente sposata
e con un negozio di parrucchiera a Senago.
Era al nono mese di gravidanza. 
La visita ginecologica effettuata lo stesso giorno era stata rassicurante.
Quella notte, però, perde le acque
e a causa di un’embolia amniotica entra in coma.
In ospedale  viene sottoposta al taglio cesareo.
Nasce una bambina di 4 chili, Asia, che, purtroppo,
muore pochi minuti dopo.
La mamma resta in terapia intensiva  prima all’ospedale di Desio,
poi di Seregno e quindi di Erba.
Ovunque i medici sono concordi: solo un miracolo potrà salvarla!
I genitori vogliono credere al miracolo e,
contro il parere di tutti, 
portano Moira a casa propria.
Il papà Faustino, che di professione faceva il capomastro, 
ristruttura la casa a misura di Moira:
“La nostra casa – dice Faustino Quaresmini, di 67 anni  –
i primi due anni sembrava un ospedale.
In casa è stata perfino operata per un’infezione
causata dal cibo fuoriuscito dalla PEG
(Gastrostomia Endoscopica Percutanea)”. 
Superato il problema della PEG, ecco presentarsene un altro.
Moira inconsapevolmente si morde la bocca, procurandosi ferite e infezioni. 
Si rende necessario il ricovero in ospedale.
“Acconsentire che le venissero asportati tutti i denti,
è stata una decisione molto sofferta -
dice la mamma Giovanna Melon, di 60 anni  -
Dopo questo intervento, però, 
abbiamo potuto iniziare a porgerle dei cucchiaini con acqua o succo di frutta.
Ma quante ore, anzi quanti giorni ho impiegato”. 
Ora Moira, cosa impensabile per gli stessi medici,
riesce a deglutire e a essere nutrita per bocca.
E in nostra presenza, Giovanna appoggia sulle labbra
della figlia il cucchiaino con il succo di frutta.
Moira deglutisce lentamente il liquido.
E così di seguito.
Al termine la mamma stampa un ennesimo bacione sul viso della figlia.
Moira sorride. Un sorriso appena accennato.
Ma è un sorriso.
“La prima volta che mi ha sorriso quattro anni fa– racconta Giovanna –
 mi sembrava di sognare. Mi dicevano che ero fissata.
Ho parlato con il medico, che mi ha rassicurata.
Sì, sorride e riconosce le voci.
Di una cosa sono certa: se fosse stata in una struttura ospedaliera
Moira non avrebbe raggiunto questi risultati,
e non sarebbe riuscita a nutrirsi senza sondino.
Sì, il sondino lo porta ancora, ma solo per l’idratazione”.
Moira è alimentata dall’amore di tutta la famiglia.
Con lei c’è sempre qualcuno:
la nonna Rosa di 88 anni,
il fratello Luigi e il nipotino Luca.
E soprattutto i genitori: Giovanna e Faustino
sono l’emblema della gioia. I loro visi sono sempre radiosi.
Visi di chi, pur nella fatica di ogni giorno,
ha saputo amare e accettare la malattia della figlia: 
“Noi siamo felici di non aver ascoltato i medici – dice Faustino –
e di aver voluto assistere Moira anche se in stato vegetativo in casa nostra.
Non siamo degli eroi. Siamo solo dei genitori.
E un genitore non può abbandonare la propria creatura.
Nostra figlia ha lo stesso quadro clinico di Eluana Englaro,
con la sola differenza che Moira è curata in casa da noi genitori.
Moira, pur nelle sue condizioni, è viva e sono convinto che ci sente.  
"Siamo felici di aver voluto assisterla da noi, anche se in stato vegetativo.
Non siamo eroi, solo genitori.
E un genitore non può abbandonare la propria creatura..."
Ma come potrei in coscienza sospendere l’alimentazione?
E’ impensabile.
Vorrei invitare tutti coloro che hanno un famigliare
in coma vigile a non lasciarlo in ospedale,
ma ad assisterlo nella propria casa,
perché l’amore può fare quei miracoli che la scienza non può fare”.
“Adesso – aggiunge la moglie Giovanna –
non ci sembra vero,
ma quanto abbiamo sofferto!
Io e Faustino non frequentavamo molto la chiesa.
Abbiamo iniziato ad entrare in chiesa negli ospedali di Desio e di Seregno.
Un grande aiuto ci è stato dato dai cappellani e dagli amici di Radio Mater di Erba.
Mentre ascoltavamo casualmente la trasmissione
“A cuore aperto”, mio marito osservava:
vedi Giovanna, non siamo i soli ad avere certi problemi.
E così abbiamo iniziato a riprendere fiducia e a pregare molto.
Quando ci è possibile, ci rechiamo a Erba, a trovare gli amici di Radio Mater,
e portiamo anche Moira”.
Giovanna e Faustino non si sono arresi all’idea di tenere Moira sempre relegata in casa.
Hanno acquistato un pulmino predisposto per il trasporto degli allettati
e tra la meraviglia di tutti portano Moira in chiesa e anche al mare, a Borghetto, con l’Unitalsi. 
11月23日

Caso Eluana

Salvatore Martinez (RnS), su caso Eluana: “Condannata a morte
una indifesa cittadina italiana”
Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore
Martinez, in merito al pronunciamento della Cassazione su Eluana Englaro, ha
dichiarato: “Si è sentenziata la condanna a morte di una indifesa cittadina italiana. Da oggi il diritto alla vita soggiacerà al potere della legge che sconfina nella sfera più inviolabile della persona umana.
Che triste Italia appare dinanzi a noi, sempre più colpevolmente protesa ad inoculare una cultura della morte, incapace di affermare democraticamente il diritto alla vita.
Mi chiedo: è davvero questo il sentire degli italiani? Non può dirsi solidarietà
sopprimere i deboli, né giustizia rimuovere le ragioni più profonde del vivere
comune, proprio a partire dalla condivisione delle angosce e delle sofferenze che ci rendono davvero uomini degni di stare al mondo”.
11月22日

Per tutti voi

A tutti coloro che in questo momento stanno vedendo questo mio blog io auguro una santa serata: amici, possiate sentiire l'Amore di Dio nei vostri cuori affinchè possiate gioire della Sua Gioia!
11月18日

Madre, io vorrei

 
11月17日

Papà Dio

gesùpapà
Il Padre vuole per Sè ogni anima,
vuole vivere in essa,
palpitare in essa,
renderla sempre più simile a Lui!
 
Camminiamo verso il Padre per essere felici,
camminiamo verso di Lui per poter avere tutto.
 
Dio, è un Padre non lontano,
non è un Padre che vive separato dagli uomini,
è, invece, un Padre che vuole vivere VICINO ai Suoi figli,
molto vicino!
 
ECCOMI, Padre, da Te vengo, peccatore contrito!
Padre mio, Padre buono, a Te mi offro, a Te mi dono:
per la Tua Gloria!
 
Ma .... vieni presto!
 
Amen
11月12日

Chiesi a Dio

Chiesi a Dio...

di essere forte per eseguire progetti grandiosi:
Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
Domandai a Dio che mi desse la salute

per realizzare grandi imprese:
egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
mi ha fatto povero per non essere egoista.
Gli domandai il potere

perché gli uomini avessero bisogno di me:
egli mi ha dato l'umiliazione
perché io avessi bisogno di loro.
Domandai a Dio tutto per godere la vita:
mi ha lasciato la vita
perché potessi apprezzare tutto.
Signore, non ho ricevuto niente di quello
che chiedevo,
ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
e quasi contro la mia volontà.
Le preghiere che non feci furono esaudite.
Sii lodato; o mio Signore,
fra tutti gli uomini
nessuno possiede quello che ho io!

 Kirk Kilgour

Preghiera scritta da famoso
campione olimpionico nella pallacanestro
rimasto paralizzato nel '76
 a seguito di un incidente durante un allenamento.
 La preghiera è stata letta dall'autore
in sedia a rotelle di fronte al Papa
durante il Giubileo dei malati a Roma.

Inno Allo Spirito Santo

Inno Allo Spirito Santo
 
 
 

O Spirito Santo dell'Eterno Amore,

Tu Spirito degli apostoli, che sostieni la Chiesa,

Tu sei lo Spirito dell'Astinenza e della Purezza.

Tu sei lo Spirito che eleva le anime dal profondo e nessuno fu prima di Te.

Tu sei l'Amore che prega, che tutto suscita, che niente ferma più.

O Spirito Santo, sin dall'inizio Tu sei la Radice.

Tu sei la Luce che risplende su tutti, chè tutto si possa rinnovare.

Tu sei quello che dona ai sensi tutto ciò che altrimenti era chiuso.

Tu sei quello che donò Frutto al Seme.

Tu sei la Luce che indica il Perdono.

Tu sei il Cuore che porta Grazia ai peccatori.

Tu sei lo Spirito da cui scaturì il piano della Profondità e dell'Altezza.

Tu sei lo Spirito che può comprendere tutti i pensieri.

Tu sei la Luce che mai diviene Giudice.

Tu sei quello che ama la libertà e sta lontano dal peccato.

Tu sei lo Spirito che mai vuole minacciare.

Tu sei lo Spirito che dona l'Amore a tutti quelli che Lo cercano.

Tu sei lo Spirito tramite il quale tutti divengono uno.

Tu sei lo Spirito che non distacca alcuna anima.

Tu sei lo Spirito che conosce ogni granello di polvere.

Tu sei lo Spirito al quale il più piccolo non va perduto.

Tu sei il Più Grande Pastore d'anime, Colui che ha donato i Sacramenti.

Tu sei lo Spirito che conosce ogni vetta.

Tu sei lo Spirito cui ogni scintilla rassomiglia.

Tu sei lo Spirito che nessuna idea conosce.

Tu sei il Pane che reca la Vita eterna.

Tu sei l'Indice di ogni orologio e di ogni raggio di sole.

Tu sei il Fuoco che non brucia mai e pur può bruciare.

Pieno di profumo, tutto è cresciuto sommo fino a Te.

Da Te emana un soffio ed ha infiammato il mondo.

Il Tuo Regno è come un fiore che muore per la radice, affinché essa rechi vita.

Tu sei lo Spirito che ci consacra all'Amore che non conosce inizio alcuno.

Tu sei lo Spirito che solleva la lingua perché possa pregare.

Tu sei lo Spirito che attraversa regioni impervie e recide

ogni vizio, che sempre eleva ponti e sempre riconduce alla Casa.

Tu sei lo Spirito che vigila su ogni vita.

Tu sei lo Spirito che supplica insieme al peccatore e gli dona pietà,

che conduce sempre avanti e non conosce sosta alcuna,

che sempre può trovare e sempre cerca,

che sempre compie miracoli e niente minaccia,

che conosce ogni nome, che nessuno vede,

che guarda ogni verso e domina ogni parola,

che percorre ogni via, al quale nessuno può sottrarsi.

Tu sei lo Spirito, in cui matura l'Amore,

che sta sempre all'inizio ed arriva in mezzo.

O Spirito Santo, Tu sei l'Amore che agisce, che cielo e terra

non possono sostenere, la Corona nel Padre e nel Figlio, donato all'Amore, che generò Se stesso ed unì,

che fece affluire all'anima la Fragranza e sollevò alla Grazia.

Attraverso Te giunge la Pace e la Mano salvatrice.

Tu sei lo Spirito dell'Amore Trino, riflesso in Sè.

Tu sei Colui che dona Perdono e sa sempre Amare.

 

Preghiera a San Michele Arcangelo

Gloriosissimo Principe delle celesti milizie, Arcangelo San Michele, difendici nella battaglia contro le potenze delle tenebre e la loro spirituale malizia. Vieni in aiuto di noi, che fummo creati da Dio e riscattati con il Sangue di Cristo Ge­sù, suo Figlio, dalla tirannia del demonio. Tu sei venerato dalla Chiesa quale suo Custode e Patrono e a Te il Signore ha affidato le anime che un giorno occuperanno le sedi cele­sti. Prega dunque il Dio della pace a tenere schiacciato sata­na sotto i nostri piedi, affinché esso non valga né a fare schiavi di sé gli uomini, né a recare danni alla Chiesa. Presenta all'Altissimo, con le tue, le nostre preghiere, perché discendano su di noi le sue divine misericordie. Incatena satana e ricaccialo negli abissi donde non possa più sedurre le anime.

Amen. 

 

Pongo a custodia delio Space San Michele Arcangelo. Amen

11月10日

Parte seconda Commento Padre Livio

 

Commento di P.Livio sul Messaddio della Madonna1parte

 

Apparizione Medjugorje 2 Novembre 2008

 
11月8日

La Bestemmia_terza ed ultima parte

San Tommaso ci dice ancora che c'è un'altra specie di bestemmia contro lo

Spirito Santo che si commette in tre modi: l. Attribuendo al demonio le

opere del buon Dio, come facevano i Giudei che dicevano che Gesù Cristo

cacciava i demoni nel nome del principe dei demoni. Come facevano i tiranni

e i carnefici che attribuivano alla magia e al demonio i miracoli che

facevano i santi.

2. Si bestemmia contro lo Spirito Santo, ci dice sant'Agostino, «quando si

muore nell'impenitenza finale». L'impenitenza è uno spirito di bestemmia,

poiché la remissione dei nostri peccati si fa con la carità , che è lo

Spirito Santo.

3. Quando facciamo azioni che sono direttamente opposte alla bontà  di Dio,

come allorché disperiamo della nostra salvezza, e non vogliamo utilizzare

tutti i mezzi per ottenerla;

come allorché siamo irritati dal fatto che altri ricevono più grazie di noi.

State attenti a non lasciarvi mai andare a questa specie di peccati,

perché sono spaventosi! Trattiamo il buon Dio come ingiusto, dicendo che dà

più agli altri che a noi.

Non avete bestemmiato, dicendo che c'è Provvidenza soltanto per i ricchi e

per i cattivi? Non avete bestemmiato quando vi accade qualche perdita,

dicendo: - Ma cosa ho fatto di più di un altro al buon Dio, perché io abbia

tanta sfortuna?... Ma, mi direte, quale differenza c'è tra la bestemmia e il

rinnegamento di Dio? C'è una grande differenza tra le bestemmie e i

rinnegamenti di Dio. Parlando di rinnegamento, non voglio parlare di coloro

che rinnegano il buon Dio lasciando la vera religione: chiamiamo tali

persone rinnegati o apostati. Voglio bensì parlare di coloro che, parlando,

hanno la brutta abitudine, per collera e per impeto d'ira, di rinnegare il

santo nome di Dio: come è il caso di una persona che perderà  in un acquisto

di mercato, o al gioco: essa si adira contro Dio, volendo far credere che

ne è lui la causa. Quando questo vi accade, bisogna che il buon Dio subisca

tutte le furie della vostra collera, come se egli fosse la causa della

vostra perdita o dell'incidente che vi è capitato.

Ah, sciagurati! Colui che vi ha tirato fuori dal nulla, che vi preserva e vi

ricolma continuamente di beni, osate ancora disprezzarlo, profanare il suo

santo nome e rinnegarlo!. ..  (a cura del...Santo Curato d'Ars)

11月7日

La Bestemmia_seconda parte

San Tommaso ci dice che la bestemmia è una parola ingiuriosa, oltraggiosa,

contro il buon Dio o contro i santi. Ciò avviene in quattro modi.

1. Per affermazione, dicendo: «ll buon Dio è crudele e ingiusto nel

permettere che soffra tanti mali, che sia calunniato in questa maniera, che

perda quel denaro o quel processo. Ah, come sono sfortunato! Tutto va in

rovina a casa mia, non posso avere niente, mentre tutto riesce in casa degli

altri».

2. Si bestemmia quando si dice che il buon Dio non è onnipotente e che si

può fare qualche cosa senza di lui...

3. Si bestemmia quando si attribuisce ad una creatura ciò che è dovuto

soltanto a Dio.

4. Si bestemmia, dicendo: «Ah, S... N... di D...!». Che orrore!

State ben attenti che se la bestemmia regna nelle vostre case, tutto andrà

in rovina. Sant'Agostino ci dice che la bestemmia è un peccato più grande

che lo spergiuro, perché, ci dice, con lo spergiuro invochiamo il nome di

Dio a testimone di una cosa falsa, mentre con la bestemmia diciamo una cosa

falsa del buon Dio. Quale crimine! Chi fra noi ha mai potuto capirlo?

11月5日

La bestemmia_prima parte

 

Se mi chiedete che cosa si intende con la parola bestemmia...

Questo peccato è così orribile che sembra che i cristiani non dovrebbero

avere il coraggio di proferirla. La bestemmia è una parola che vuol dire

maledire e detestare una beltà infinita, il che indica che questo peccato

se la prende direttamente con il buon Dio. Sant'Agostino ci dice:

«Bestemmiamo quando attribuiamo al buon Dio qualche cosa che non ha o che

non gli conviene, o che toglie ciò che conviene, o infine, quando si

attribuisce a se stesso ciò che conviene a Dio e che è dovuto a Lui solo».

Dico quindi che bestemmiamo:

l. Quando diciamo che il buon Dio non è giusto nel fare gente così ricca e

che ha tutto in abbondanza, mentre tanti altri sono così miseri che hanno

appena il pane da mangiare.

2. Che non è così buono come si dice, poiché lascia tante

persone nel disprezzo e nelle infermità , mentre altre sono amate e

rispettate da tutti.

3. 0 dicendo che il buon Dio non vede tutto, che non si cura di ciò che

succede sulla terra.

4. Dicendo ancora: «Se il buon Dio usa misericordia al tale, non è giusto:

ne ha combinate troppe».

5. 0 quando subiamo qualche perdita, e andiamo in collera contro il buon

Dio dicendo: «Ah, come sono infelice! Il buon Dio non può farmene di più!

Credo che ignora che sono al mondo, o se lo sa, è soltanto per farmi

soffrire!».

È pure una bestemmia disprezzare la Madonna e i santi, dicendo:

«Eccone uno che ha molto potere: ho fatto tante preghiere, non ho mai

ottenuto niente».

11月2日

‘A LIVELLA_testo

 

Ogn’anno, il due novembre, c’è l’usanza

per i defunti andare al Cimitero.

Ognuno ll’adda fa chesta crianza;

ognuno addà tenè chistu penziero.

 

Ogn’anno, puntualmente, in questo giorno,

di questa triste e mesta ricorrenza,

anch’io ci vado, e con dei fiori adorno

il loculo marmoreo ‘e zì Vicenza.

 

St’anno m’è capitata ‘n’avventura…

dopo di aver compiuto il triste omaggio

(Madonna!), si ce penzo, che paura!

ma po’ facette un’anema ‘e curaggio.

 

‘O fatto è chisto, statemi a sentire:

s’avvicenava ll’ora d’’a chiusura:

io, tomo tomo, stavo per uscire

buttando un occhio a qualche sepoltura.

 

«QUI DORME IN PACE IL NOBILE MARCHESE

SIGNORE DI ROVIGO E DI BELLUNO

ARDIMENTOSO EROE DI MILLE IMPRESE

MORTO L’11 MAGGIO DEL ‘31»

 

‘O stemma cu ‘a curona ‘ncoppa a tutto…

…sotto ‘na croce fatta ‘e lampadine;

tre mazze ‘e rose cu ‘na lista ‘e lutto:

cannele, cannelotte e sei lumine.

 

Proprio azzeccata ‘a tomba ‘e stu signore

nce steva n’ata tomba piccerella,

abbandonata, senza manco un fiore;

pè segno, sulamente  na’ crucella.

 

 

E ncoppa  ‘a croce appena se liggeva:

«ESPOSITO GENNARO NETTURBINO»

Guardannola, che ppena me faceva

stu muorto senza manco nu lumino!

 

Questa è la vita! Ncapo a me penzavo…

chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!

Stu povero maronna s’aspettava

ca pure all’atu munno era pezzente?

 

Mentre fantasticavo stu penziero,

s’era ggià fatta quase mezanotte,

e ‘i rummanette ‘nchiuso priggiuniero,

muorto  ‘e  paura …nnanze ‘e cannelotte.

 

Tutto a ‘nu tratto, che veco ‘a luntano?

Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…

Penzaje; stu fatto a me mme pare strano…

Stongo scetato … dormo, o è fantasia?

 

Ate che fantasia; era ‘o Marchese:

c’’o tubbo , ‘a caramella e c’’o pastrano;

chill’ato appriesso  a isso un brutto arnese:

tutto fetente e cu ‘na scopa mmano.

 

E chillo certamente è don Gennaro…

‘o muorto puveriello… ‘o scupatore.

‘Int’ a stu fatto i’ nun ce veco chiaro:

so’ muorte e se retireno a chest’ora?

 

Putevano stà ‘a me quase ‘nu palmo,

quando ‘o Marchese se fermaje ‘e botto,

s’avota e, tomo tomo … calmo calmo,

dicette a don Gennaro:

 

 

 

 

«Giovanotto! Da voi vorrei saper, vile carogna,

con quale ardire e come avete osato

di farvi seppellir, per mia vergogna,

accanto a me che sono un blasonato?!

 

La casta è casta e va, sì, rispettata,

ma voi perdeste il senso e la misura;

la vostra salma andava, sì, inumata;

ma seppellita nella spazzatura!

 

Ancora oltre sopportar non posso

la vostra vicinanza puzzolente.

Fa d’uopo quindi, che cerchiate un fosso

tra i vostri pari, tra la vostra gente»

 

«Signor Marchese, nun è colpa mia,

i’ nun v’avesse fatto chistu tuorto;

mia moglie è stata a ffà sta fessaria,

i’ che putevo fa’ si ero muorto? »

 

Si fosse vivo ve farrie cuntento

pigliasse ‘a casciulella cu ‘e qquatt’osse,

e proprio mo, obbj … ‘nd’ a stu mumento

mme ne trasesse dinto s n’ata fossa.

 

«E cosa aspetti, oh turpe malcreato,

che l’ira mia raggiunga l’eccedenza?

Se io non fossi stato un titolato

Avrei già dato piglio alla violenza!»

 

«Famme vedè … - piglia sta violenza …

‘A verità, Marchè, mme so scucciato

‘e te sentì; e si perdo ‘a pazienza,

mme scordo ca so’ muorto e so’ mazzate! …

 

 

 

 

Ma chi te cride d’essere … nu ddio?

Cca’ dinto, ‘o vvuo’ capì, ca simmo eguale? …

… Muorto si tu e muorto so pur io;

ognuno comme a ‘nato’ è tale e quale.»

 

 

«Lurido porco! … Come ti permetti

paragonarti a me ch’ebbi natali

illustri, nobilissimi e perfetti,

da fare invidia a Principi Reali?»

 

«Tu qua’ Natale … Pasca e Ppifania!!! »

T’’o vvuo’ mettere ‘ncapo … ‘int’’a cervella

Che staje malato ancora ‘e fantasia?…

‘A morte ‘o ssaje ched’è?… è una livella.

 

‘Nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo,

trasenno stu canciello ha fatt’’o punto

c’ha perzo tutto, ‘a vita e pure ‘o nomme

tu nun t’hè fatto ancora chistu cunto?

 

Perciò, stamme a ssentì… nun fa’ ‘o restivo,

suppuorteme vicino – che te ‘mporta?

Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:

nuje simmo serie…appartenimmo â morte!

Totò: 'a livella

 

Commemorazione dei cariDefunti

 

Solennità di tutti i Santi

 

Coraggio

Non ti perdere di coraggio se ti tocca lavorare molto e raccogliere poco […]. Se pensassi quanto costa un’anima sola a Gesú, non faresti lamento alcuno. (S.Pio)