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日志


5月14日

NON POTETE SERVIRE DIO E MAMMONA

            NON POTETE SERVIRE DIO E MAMMONA

 

            Trovarsi fra il cielo e la terra senza poter appartenere totalmente né all'uno né all'altra, vuol dire vivere senza occupare un proprio spazio nell'esistenza della vita.

 

            L'uomo che sa d'essere tale riconosce la propria materia ed impara dalle sue esigenze a capire cosa lei vuole per se stessa.

 

            Capisce, l'uomo, che essa materia vive di cose di terra che hanno un importante valore in quanto le permettono di stare bene, fino a renderla felice delle sole sostanze che la rendono ricca.

 

            Basta guardare quanto il mondo giri intorno alla ricchezza materiale per capire quanto sia importante tale realtà. Si vedono sul pianeta vite che corrono senza riposo per raggiungere la mèta del benessere a qualunque condizione. In esso benessere si confida per far riposare con tranquillità la propria esistenza, dimenticando che non è in tale piacere che l'anima può trovare il suo vero riposo.

 

            Essa vive nella materia ma non viene assoggettata ad essa se non per il solo scopo di nutrirsi per il proseguimento del suo viaggio oltre la vita terrena.

 

            L'anima vive di regolamento che le permette di essere leggera e luminosa.

 

            Senza di esso la sua eterna dimora sarà per lei la sua eterna condanna.

 

            Come la natura vive nella legge del servizio, così l'uomo deve ritrovare tale funzione per imparare a guadagnare ciò che gli occorre per il suo benessere eterno.

 

            Servire e vivere di esso per essere serviti dalla ricompensa di Colui che si compiace in chi ascolta il Suo consiglio.

 

            Dio esercita sull'uomo il potere di Chi nella Sua Parola non lascia alcuna possibilità d'uscita dal contenuto della stessa.

 

            Nel Suo Parlare istruisce ed ammonisce per agevolare e condurre la creatura alla mèta da Lui voluta. Segue il metodo di chi sa già ogni cosa, proponendolo quale assoluto.

 

            Non c'è altro se non ascoltare ciò che dice per sapere e mettere in pratica. Ecco che, dall'Alto della Sua Sapienza, dice all'uomo che Servire bene vuol dire vivere bene in Lui e godere bene di Lui. Applica le regole del servizio alle ricchezze del mondo, definendole: "Mammona".

 

            Esse hanno il potere di portare l'uomo a vivere per sé senza curarsi e preoccuparsi di chiunque intorno a lui abbia necessità. Diviene ricco l'uomo che nella ricchezza si chiude senza guardare l'indigente che chiede.

 

            Gradisce Dio l'attenzione al bisognoso, chiunque esso sia, e spinge senza mezzi termini ad usare la ricchezza iniqua quale mezzo per guadagnare il paradiso.

 

            Basta vivere di esse e lasciare che anche altri ne possano usufruire. C'è sempre la Sua Volontà che si compiace nella condivisione e nel rispetto verso l'altro che guarda dietro il vetro e che non può far altro che desiderare senza speranza. Chiede Dio di far muovere le ricchezze in un processo di produzione per il benessere altrui. Si serve Dio non servendo Mammona, quando si consuma in essa il potere dell'egoismo.

 

            Ama Dio ed Ama l'amore suo che va verso il bisognoso, servendo come solo Lui sa fare con ogni mezzo per ogni necessità. Si serve con tutto ciò che si possiede, fino ad attendere l'ora del rientro.

 

            Tutto ciò che è stato seminato, lo si ritrova moltiplicato secondo la ricompensa divina e la certezza di tale realtà Gesù la comunica apertamente, narrando la storia del ricco epulone con Lazzaro bisognoso. L'uno servo della ricchezza egoistica e l'altro affamato ed elemosinante. Non lascia dubbio Gesù sulla fine dei due, ponendo il ricco nella condizione di grande patimento dopo la vita terrena e l'altro di grande gioia.

 

            Non ci sono parole né illusioni che possano modificare tale verità, perché la soluzione di Dio nella Sua Giustizia non può venire che usando la Carità quale mezzo di salvezza e d'amore in quanto il Dio, che è l'unico Dio, è AMORE!

 

Sotto la stufa

Sotto la stufa
(Bruno Ferrero, Il canto del grillo)
Ai giovani che venivano da lui per la prima volta, Rabbi Bunam raccontava la storia di Rabbi Ezechia, figlio di Rabbi Jekel di Cracovia. Dopo anni e anni di dura miseria, che per
ò non avevano scosso la sua fiducia in Dio, questi ricevette in sogno l'ordine di andare a Praga per cercare un tesoro sotto il ponte che conduce al palazzo reale.
Quando il sogno si ripeté per la terza volta, Ezechia si mise in cammino e raggiunse a piedi Praga. Ma il ponte era sorvegliato giorno e notte dalle sentinelle ed egli non ebbe il coraggio di scavare nel luogo indicato. Tuttavia tornava al ponte tutte le mattine, girandovi attorno fino a sera. Alla fine il capita­no delle guardie, che aveva notato il suo andirivieni, gli si avvicin
ò e gli chiese amichevolmente se avesse perso qualcosa o se aspettasse qualcuno. Ezechia gli raccontò il sogno che lo aveva spinto fin lì dal suo lontano paese. Il capitano scoppiò a ridere: «E tu, po­veraccio, per dar retta a un sogno sei venuto fin qui a piedi? Ah, ah, ah! Stai fresco a fidarti dei sogni! Allora anch'io avrei dovuto mettermi in cammino per obbedire a un sogno e andare fino a Cracovia, in casa di un ebreo, un certo Ezechia, figlio di Jekel, per cercare un tesoro sotto la stufa! Ezechia, figlio di Jekel, ma scherzi? Mi vedo proprio a entrare e mette­re
a soqquadro tutte le case in una città in cui metà degli ebrei si chiamano Ezechia e l'altra metà Jekel!».
E rise nuovamente. Ezechia lo salut
ò, tornò a casa sua e cercò sotto la stufa.
Trov
ò il tesoro e lo dissotterrò e con esso costruì la sinagoga del suo villaggio.
Il maestro divenne famoso mentre era ancora in vita. Raccontavano che Dio stesso una volta avesse cercato il suo consiglio:
«Voglio giocare a nascondino con l'umanità. Ho chiesto ai miei angeli quale sia il posto migliore per nascondersi. Alcuni dicono le profondità dell'oceano. Altri la vetta della montagna più alta. Altri an­cora la faccia nascosta della luna o una stella lonta­na. Tu cosa mi consigli?».
Rispose il maestro: «Nasconditi nel cuore umano.
È l'ultimo posto a cui penseranno».
 
Il messaggio del Signore alle volte ha bisogno di interpretazione, ma non deve mancare la fede e la speranza di trovare la giusta risposta.


5月8日

Il posto di Gesù nel mondo

Sento tanto la nostra missione, bisogna gridare a tutti, specialmente ai responsabili della Chiesa, che Gesù non è nel posto che gli spetta, nel mondo moderno.
Il mondo moderno gli è ufficialmente sfuggito: politica, cinema, stampa, televisione, economia...Gesù è ai margini del mondo moderno...e invece "tutto è stato creato per mezzo di Lui". Gesù deve essere al centro di tutto: l'uomo-Dio. Quando vennero a Roma i primi apostoli trovarono un mondo pagano e a poco a poco lo sottomisero a Gesù: la croce sostituì le aquile, gli imperatori furono consacrati dal Papa...poi ecco che adesso un mondo già ufficialmente cristiano si è ufficialmente sottratto a Gesù. L'ONU non lo nomina neanche....bisogna rimettere Gesù al suo posto. Ecco la crociata: scuotere l'inerzia del mondo e di tanti uomini di Chiesa
nel prendere Gesù qual è, nostro Dio e nostro tutto.
PADRE RICCARDO LOMBARDI, Gesuita (1908-1979)
5月7日

GLI ANGELI VI ACCOMPAGNANO SEMPRE Padre Elia

Preparate in voi le condizioni per ricevere e trattenere gli esseri invisibili che discendono per aiutarci. Sì, non dimenticate mai che degli esseri divini sono sempre pronti a farci visita, e che essi cercano un posto nel nostro cuore, nella nostra anima e nel nostro spirito per potervi prendere dimora, per lavorare e per portarci le loro ricchezze. La sola cosa che possa allontanare questi angeli è la negligenza degli esseri umani, il fatto che essi facciano così poco caso alla loro presenza e al loro aiuto. Queste creature Divine sanno quanto gli esseri umani siano imperfetti, deboli e stolti, ma li scusano, e non si fermano davanti a questo. Anzi, dicono: «Oh! In che stato sono, poveretti... Bisogna soccorrerli !» Ma se vedono che gli esseri umani non apprezzano ciò che esse portano in dono, li abbandonano. Non che esse abbiano bisogno della loro considerazione o della loro gratitudine, ma sanno che l’ingratitudine impedisce agli esseri di approfittare delle benedizioni che possono ricevere.
Ora io chiedo a Gesu' di mandarvi i Suoi angeli per benedirvi e accompagnarvi ovunque voi andrete o sarete .

Alleluia !

Le tre sorelle

C'erano una volta, e ci sono ancora, tre sorelle.
La prima stava sempre in chiesa a pregare. Per tutti. Perché, diceva, le preghiere non sono mai abbastanza.
In parrocchia era onnipresente; lei curava il catechismo e l'animazione liturgica. Se avesse potuto, forse avrebbe anche celebrato.
Sapeva trasmettere agli altri la sua incrollabile fiducia in Dio e nella sua bontà.
Non era mai triste o preoccupata. Sapeva che Lui avrebbe aggiustato ogni cosa.

La seconda invece era sempre in movimento. Aiutava gli altri, instancabile. Dovunque qualcuno soffriva lei era sempre lì per soccorrerlo. Aveva imparato a curare molte malattie. Ma spesso era la sua sola presenza operosa a guarire.
Anche lei andava in chiesa, ma si fermava solo per poco.
C'era tanto da fare e non voleva sottrarre tempo ai suoi poveri. Sentiva che quello era il suo modo per glorificare Dio, ponendosi al servizio delle creature più bisognose. E poi, comunque c'era sempre sua sorella a pregare per tutti.

La più piccola si chiamava Speranza. A volte si fermava con Fede a pregare, altre volte aiutava Carità nel suo giro. Ma spesso era triste e, di nascosto, piangeva.
Le sue sorelle servivano continuamente Dio. L'una con le preghiere, l'altra con le opere. Lei invece si sentiva inutile. Non aveva un ruolo preciso e credeva di non poter amare come loro.
Quel giorno davanti al portone della chiesa era seduto un uomo che piangeva, disperato.
Passò Fede e cercò di consolare la sua pena parlandogli della bontà divina. L'uomo entrò in chiesa e pregò a lungo insieme a lei. Ne usci rincuorato, ma in fondo al suo cuore la sua pena non era svanita.
Non aveva più niente, nessuno da amare. Si sentiva inutile.
Camminò a lungo, senza una meta, chiedendo a Dio di guidare i suoi stanchi passi, di mostrargli lo scopo della sua vita. Cadde stremato dalla fatica e dalla fame.
Passò Carità e lo raccolse, offrendogli un pasto caldo ed un posto per dormire.
Si addormentò subito, finalmente su un letto vero.
In sogno vide un sentiero ripido, tortuoso che portava verso la cima di un monte. Non riusciva a vederla, ma sentiva che emanava una forte luce, come se il sole si fosse divertito a nascondersi dietro al monte.
Tanti cercavano di percorrere il sentiero, ma solo pochi si spingevano fino alla cima. Alcuni si fermavano a metà strada, incerti se proseguire. Erano pieni di lividi per le tante cadute e spesso, sconsolati, si volgevano indietro.
Ai piedi del monte c'era Fede che indicava la cima ad alcune persone assorte in preghiera. Chiedevano la forza per salire.
L'uomo comprese chi c'era su quel monte.
Era seduto sul bordo della strada, chiedendosi se continuare quella scalata apparentemente impossibile.
Attorno a lui c'era tanta gente che piangeva e si lamentava. Alcuni erano a terra, ormai esausti, pieni di lividi, incapaci di proseguire il cammino.
E Carità era accanto a loro per curare le loro membra stanche.
L'uomo si guardò intorno. Sul sentiero adesso c'era solo un vecchio barcollante, incapace di stare in piedi. C'era anche una bambina che cercava di sorreggerlo, di aiutarlo. Piangeva perché il peso era troppo grande per lei.
Il suo compito era portarlo fino in cima. Si disperava, impotente.
L'uomo vide il suo sforzo sovrumano e provò ammirazione per quella bimba così testarda.
Istintivamente si alzò e corse per aiutarla.
Afferrò il vecchio sottobraccio e subito i suoi muscoli si gonfiarono per lo sforzo. Sembrava troppo pesante anche per lui, ma non si arrese.
Per la prima volta nella sua vita era felice di poter essere utile a qualcuno.
Riprovò a spingere, aiutato dalla piccola, e finalmente il vecchio si mosse. Lentamente cominciarono a salire. Passo dopo passo il peso sembrava diminuire. Quando raggiunsero la cima, l'uomo ormai esausto, si pose a sedere.
Il vecchio si voltò verso di lui, come per ringraziarlo.
Aveva il suo stesso volto, consumato dagli anni e dalla disperazione.
L'uomo provò un brivido di terrore, vedendosi come in uno specchio distorto.
Comprese subito l'arcano messaggio. Quel peso immane era la sua vita senza senso, i suoi peccati.
La bambina gli fece un cenno e scese di nuovo. La seguì; non era più stanco.
Al mattino la piccola Speranza svegliò l'uomo col suo dolce sorriso.
Lui la riconobbe subito e la prese per mano.
Anche lei aveva fatto quel sogno. Non si sentiva più inutile. Aveva capito.
Le sue sorelle indicavano la meta, aiutando chi si perdeva per strada.
Ma solo lei poteva salire.
Insieme, mano nella mano, andarono a cercare il senso delle loro vite.
Ai piedi del monte c'era tanta gente che aspettava e solo lei, solo loro potevano aiutarli ad arrivare in cima. E loro sapevano chi c'era su quel monte.

Gianni Capotorto

La pozzanghera

C'era una volta una piccola pozzanghera. Era felice di esistere e si divertiva maliziosamente quando schizzava qualcuno con l'aiuto di un'automobile. Aveva paura solo di una cosa: del sole.
"E' la morte delle pozzanghere" pensava rabbrividendo.
Un poeta che camminava con la testa sognante finì dentro alla pozzanghera con tutti e due i piedi, ma invece di arrabbiarsi fece amicizia con lei.
"Buongiorno" disse, e la pozzanghera rispose: "Buongiorno!".
"Come sei arrivata quaggiù?" chiese il poeta.
Invece di rispondere la pozzanghera raccolse tutte le sue forze e rispecchiò la volta celeste.
Parlarono a lungo del Grande Padre, la pioggia, e del fatto che la pozzanghera aveva tanta paura del sole.
Il buon poeta volle farle passare quella paura. Le parlò dell'incredibile vastità del mare, del guizzare dei pesci e della gioia delle onde. Le raccontò anche che il mare era la patria e la madre di tutte le pozzanghere del mondo e che la vita della terra e del mare era dovuta al sole. Anche la vita delle pozzanghere.
La sera abbracciò il poeta e la pozzanghera ancora assorti nel loro muto dialogo.
Alcuni giorni dopo, il poeta tornò dalla sua umida amica.
La trovò che danzava nell'aria alla calda luce del sole.
La pozzanghera spiegò: "Grazie a te ho capito. Quando il sole mi ha avvolto con la sua tenerezza, non ho più avuto paura. Mi sono lasciata prendere e ora parto sulle rotte delle oche selvatiche che mi indicano la via verso il mare. Arrivederci e non mi dimenticare".

Un pezzo di carbone si sentiva sporco, brutto e inutile. Decise di diventare bianco e levigato. Provò diversi prodotti chimici e varie operazioni chirurgiche. Niente da fare.
"C'è soltanto il fuoco" gli dissero.
Il pezzo di carbone si buttò nel fuoco. Divenne una creatura luminosa, splendente, calda, irradiante, magnifica.
"Ti stai consumando" gli dissero.
"Ma dono luce e calore" rispose il pezzo di carbone, finalmente felice.

Lasciati prendere dal sole e dal fuoco dello Spirito. Splenderai come un astro del cielo sulle rotte dell'infinito

Bruno Ferrero

Amare è ...............

Amare significa anche avere tempo.
Chi ama, non tiene il proprio tempo solamente per sè;
nel suo tempo si inserisce l'altro.
Chi ama ha, per così dire, un'agenda, uno scadenziario particolare.
Vuole avere più tempo possibile per l'altro.

(Klaus Hemmerle)

La solitudine

Un uomo disperava dell’amore di Dio. Un giorno mentre errava sulle colline che attorniavano la sua città, incontrò un pastore.
Questi vedendolo afflitto gli chiese: “Che cosa ti turba, amico?”.
«Mi sento immensamente solo».
“Anch’io sono solo, eppure non sono triste”.
«Forse perché Dio ti fa compagnia».
“Hai indovinato”.
«Io invece non ho la compagnia di Dio. Non riesco a credere che Lui mi ami e mi ascolti. Come è possibile che ami proprio me?».
“Vedi laggiù la nostra città? Gli chiese il pastore Vedi le case? Vedi le finestre?”.
«Vedo tutto questo» rispose il pellegrino.
“Allora non devi disperare. Il sole è uno solo, ma ogni finestra della città, anche la più piccola e la più nascosta ogni giorno viene baciata dal sole. Forse tu disperi perché tieni chiusa la tua finestra”.


(Anonimo arabo)

IO SONO L’AMORE CROCIFISSO

“IO SONO L’AMORE CROCIFISSO e innalzato sulla Croce, per abbracciare ogni cosa!
Il Mio sguardo si posò lontano, sopra le altezze, nelle profondità.
Talmente sconfinato è il Mio Regno!
Voi non sapete quanto vale un’anima grazie alla Redenzione, gra-
zie al Mio Sangue. Io l’ho resa parte della Mia vita!
Nessuno può calcolare il valore di ciò che Io ho fatto per essa!
Ho dovuto arrestare la colpa con la Mia vita.
Si deve morire completamente al peccato per guadagnare la nuova
vita.
Io indico la Via all’anima, perché nessun uomo conosce questa Via!
Egli si confonderebbe del tutto e perderebbe la via di casa.
Io sono la Via sicura, lungo la quale ben ci si ritrova, ovunque si
vada!
Io ho preceduto le anime!
DIO conosce questa Via, solo DIO!
Lo sa un bimbo, quando viene al mondo, chi lo tiene nelle braccia?
(Così è per le anime) DIO le ha posate nella culla e le ha ritolte.
Ai figli deve essere preparato tutto e ben curato!
All’anima succede ben di più attraverso lo Spirito Santo!
Egli è la radice dell’Amore, senza cui non c’é inizio!
Questa radice non può mai morire o trasformarsi.
DIO è uscito da Sé per chiudere l’abisso e consolidare!
EGLI dà sempre buoni Frutti, con valore eterno e non può mai
metter ruggine, come le opere del mondo.

PROFEZIA, LA VOCE CHE GRIDA NEL DESERTO

da Padre Elia

La grande miseria e povertà è qua da voi, in Occidente, perché gli uomini e le loro coscienze hanno oltrepassato la soglia. Ora si trovano nel “benessere” che è il più grande malessere che il mondo abbia mai conosciuto. Lentamente stanno morendo, perché i loro cuori sono aridi e le loro vite sono senza senso… attaccati dalla nuova peste dell’era “moderna”, dalle sette piaghe dei giorni vostri, per non avere ascoltato e riconosciuto ancora una volta la voce del Maestro che continua ad essere crocifisso… così facendo il mondo sta crocifiggendo se stesso: le guerre, la fame, la mancanza d’amore, l’odio, la separazione fra i popoli, fra le religioni, l’incomprensione e così via… è in atto una nuova torre di Babele dei giorni vostri. Avviciniamoci a preparare una nuova Arca… perché io arriverò come un fulmine nella notte… e chi sarà fuori dalla mia Arca della Nuova Alleanza, sarà portato via dalle acque e perduto e maledetto per sempre. Tra Cristo e Barabba, tra Dio e Mammona continuate a scegliere il vostro simile: Barabba e Mammona.
Io non vi ho mai conosciuto perche' finora non è stato fatto nulla nel mio nome,
grida Gesu'.

Alleluia !