Diega's profileSono Tempio della Trinit...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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June 06 Nel silenzio c'è la voce del SignoreQuando c'è troppo chiasso non capiamo nulla, tutto diventa distorto, la testa ci scoppia e non sappiamo cosa fare. Il ritmo frenetico, che oggi la società ci impone come modello di vita, ci porta proprio a questo, a diventare isolati pur vivendo insieme agli altri perchè non riusciamo ad amalgamare i nostri pensieri con quelli di coloro che ci stanno accanto.
Persino la voce di Dio ci passa davanti e non l'ascoltiamo, quella voce che faremmo bene a seguire per trovare il nostro giusto posto nel mondo non riesce ad essere percepita dalle nostre orecchie proprio perchè sature di voci inutili e senza valore.
" Parole, parole, parole, soltanto parole, parole tra noi.." diceva una famosa canzone, e in effetti a ben guardare siamo storditi da tante chiacchere che, a volte se non stiamo attenti, ci sviano dalla Fede, rendendoci dubbiosi, apatici e paurosi. Ecco che il bisogno della voce di Dio si fa più potente, più urgente ma non sappiamo come, dove e quando metterci in suo ascolto. Occorre predisporre il nostro animo all'accoglienza, pregando lo Spirito Santo affinchè venga in nostro aiuto, ma per far ciò è necessario un ambiente adatto dove sia precluso l'ingresso ad altre voci, ossia nel silenzio di una chiesa, della propria casa magari staccando il telefono, il cellulare, non rispondendo al campanello o al citofono.
Non ci siamo per nessuno, ma solo per il Signore..dobbiamo avere il coraggio di fare questo e allora ci sentiremmo meglio spiritualmente e fisicamente, come se avessimo fatto una cura accelerata di vitamine.
Perchè è la voce di Dio la nostra forza, che ogni momento è disponibile a darci il Suo aiuto attraverso la preghiera personale o comunitaria, la revisione di vita a fine giornata e i sacramenti, passando per la S. Messa.
Dio non vuole rubarci troppo tempo ai nostri impegni, aspetta solo che ci ricordiamo di Lui per attingere dal Suo Amore le energie di cui abbiamo bisogno. Abituiamoci a stare nel silenzio: avremo la possibilità di udire una Voce meravigliosa che non stordisce, non urla, ma che ci penetra l'anima facendola diventare un piccolo angolo di paradiso. Lorella May 08 Il posto di Gesù nel mondoSento tanto la nostra missione, bisogna gridare a tutti, specialmente ai responsabili della Chiesa, che Gesù non è nel posto che gli spetta, nel mondo moderno. Il mondo moderno gli è ufficialmente sfuggito: politica, cinema, stampa, televisione, economia...Gesù è ai margini del mondo moderno...e invece "tutto è stato creato per mezzo di Lui". Gesù deve essere al centro di tutto: l'uomo-Dio. Quando vennero a Roma i primi apostoli trovarono un mondo pagano e a poco a poco lo sottomisero a Gesù: la croce sostituì le aquile, gli imperatori furono consacrati dal Papa...poi ecco che adesso un mondo già ufficialmente cristiano si è ufficialmente sottratto a Gesù. L'ONU non lo nomina neanche....bisogna rimettere Gesù al suo posto. Ecco la crociata: scuotere l'inerzia del mondo e di tanti uomini di Chiesa nel prendere Gesù qual è, nostro Dio e nostro tutto. PADRE RICCARDO LOMBARDI, Gesuita (1908-1979) January 31 La preghieraLa preghiera, nella sua essenza, è intimità e unione dell'uomo con Dio;
nei suoi effetti, è sostegno del mondo, riconciliazione con Dio, madre delle lacrime e loro figlia, espiazione dei peccati, ponte per superare le tentazioni, muro contro le tribolazioni, eliminazione delle guerre, opera degli angeli, nutrimento di tutti gli esseri incorporei, letizia del mondo futuro, attività senza fine, fonte di virtù, dispensatrice di grazie, progresso invisibile, alimento dell'anima, illuminazione della mente, scure contro la disperazione, dimostrazione di speranza, dissoluzione della tristezza, ricchezza dei monaci e tesoro degli esicasti, diminuzione della collera, specchio del nostro progresso, indice del nostro grado di perfezione, manifestazione della nostra condizione interiore, rivelazione dei beni futuri e pegno di gloria. La preghiera, per chi prega veramente, è corte di giustizia, giudizio e tribunale del Signore prima del giudizio futuro. Alziamoci e ascoltiamo questa regina delle virtù che grida a gran voce verso di noi dicendo: "Venite a me, voi tutti affaticati e oppressi, e io vi darò riposo! Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, e troverete riposo per le vostre anime, e guarigione per le vostre ferite! Il mio giogo è dolce, ed è in grado di guarire grandi cadute" (Cf. Mt 11,28-30) Ogni volta che andiamo a presentarci davanti al nostro Re e a Dio a conversare con lui, guardiamo di non metterci in strada se prima non ci siamo preparati, perché non succeda che egli, vedendo da laontano che non abbiamo le armi e il vestito adatto per presentarci a corte, ordini ai suoi servitori e ministri di legarci, di schiacciarci lontano dalla sua presenza (cf. Mt 22,11-12) e di gettarci in faccia le nostre richieste, dopo averle strappate. Quando vai a presentarti davanti al Signore, la tunica della tua anima sia interamente tessuta con il filo -o piuttosto con il presupposto - dell'assenza di rancori, perché altrimenti non ricaverai alcun profitto della tua preghiera. L'intero tessuto della tua supplica sia senza ornamenti: il pubblicano e il figlio prodigo infatti si riconciliarono con Dio con una sola parola (cf. Lc 8,13; 15-21)! Nella tua preghiera, non usare parole sofisticate, perché spesso il balbettio semplice e ripetitivo dei bambini è riuscito a intenerire il Padre loro che è nei cieli (cf. Mt 6,9). Non affannarti a parlare molto quando preghi (cf. Mt 6,7), perché la tua mente non si disperda nella ricerca delle parole. Una sola parola da parte del pubblicano bastò a procurargli la misericordia di Dio (cf. Lc 18,13), e un solo grido di fede salvò il ladrone (cf. Lc 23,42-43). L'uso di molte parole nella preghiera spesso disperde la mente e la colma di immagini, mentre la ripetizione di una sola formula spesso la raccoglie. Quando una parola della tua preghiera ti pervade di dolcezza o di compunzione, rimani in essa, perché in quel momento il nostro angelo custode sta pregando con noi. GIOVANNI CLIMACO DA "LETTURE PER OGNI GIORNO" COMUNITA' MONASTICA DI BOSE January 23 ImparareAbbiamo imparato a volare come gli uccelli
Abbiamo imparato a nuotare come i pesci
ma
non abbiamo imparato l'arte di vivere.........
..........come fratelli December 07 Il potere curativo della preghiera_terza parteMentre l'incenso riempiva la stanza, invocavo l'Assoluto chiédendo solo: «Sia fatta la tua volontà» nella vita dei pazienti che avrei visto nel giro della mattina in ospedale e che avrei ricevuto in ambulatorio. Per motivi che discuterò più avanti, non pregavo mai per intenzioni particolari, per far scomparire un cancro o un diabete o perché guarisse un attacco di cuore. La strategia che preferivo era: «Possa trionfare l'esito migliore possibile», senza specificare che cosa significava `migliore'. Non ho mai incoraggiato i miei pazienti a pregare; eravamo nel Texas e quasi certamente essi già pregavano intensamente e numerose persone lo facevano per loro. Ero contento di sapere che questo probabilmente avveniva e che non dovevamo parlarne. Infatti, provo ancora ripugnanza per lo stile di predicazione evangelico e nelle cose spirituali preferisco la riservatezza. Come parte del rituale che avevo progettato, agitavo parecchi sonagli e zucche vuote, attrezzi usati in tutto il mondo dagli sciamani e dai guaritori per 'invocare i poteri'. Questi curiosi oggetti mi erano stati regalati da pazienti e amici nel corso degli anni e, quando li usavo, mi sentivo in contatto con i guaritori di tutte le culture e di tutti i tempi. Non avrei mai pensato che io, un bianco, un medico moderno formato scientificamente, avrei potuto comportarmi così, ma il rituale di preghiera mi dava una profonda soddisfazione. Una mattina le cose presero una piega inaspettata. Nel mio entusiasmo accesi troppo incenso provocando lo scatto dell'allarme antifumo dello studio e il vigile del fuoco dell'ospedale arrivò di corsa, molto irritato per `quell'odore sospetto. Continuai a pregare per i miei pazienti finché non lasciai la pratica effettiva della medicina interna cinque anni fa. La preghiera mi rendeva diverso? Ero per questo un medico? Non lo so, non ho fatto controlli scientifici prima e dopo aver scoperto gli studi, ma credo che la risposta sia positiva, se non altro perché mi sentivo più legato ai miei pazienti. La mia resistenza a usare la preghiera nella pratica medica è comune a quasi tutti i medici formati scientificamente: è veramente difficile conservare un impulso spirituale camminando sul sentiero della scienza. Il messaggio della moderna educazione medica è chiaro: bisogna scegliere tra approcci logici, analitici e razionali, e approcci irrazionali, religiosi, superstiziosi e 'della parte destra del cervello' (il cervello destro è ritenuto la parte non razionale, 1Vdt) , tra cui la preghiera. Ma la scelta tra la scienza e la spiritualità appare oggi sempre più artificiale, anche da un punto di vista scientifico. Ora è possibile raccontare una nuova storia, in cui la scienza e la spiritualità stiano fianco a fianco in modo complementare, senza che nessuna della due usurpi o elimini l'altra.Nel corso degli anni mi sono spesso meravigliato perché pochi dei miei pazienti hanno parlato con me dei loro sentimenti religiosi e della preghiera durante le loro malattie o quelle dei loro cari. Posso pensare che questo sia avvenuto almeno per tre motivi. Anzitutto, pochi possono realmente aver pregato o applicato la loro religione al problema immediato, così non c'era niente di cui discutere. Dall'incontro con DioOgni qual volta l'uomo incontra VERAMENTE Dio e lo ASCOLTA, si apre alla speranza e all'amore facendosi portatore di PACE November 23 Caso EluanaSalvatore Martinez (RnS), su caso Eluana: “Condannata a morte
una indifesa cittadina italiana” Il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Santo (RnS), Salvatore Martinez, in merito al pronunciamento della Cassazione su Eluana Englaro, ha dichiarato: “Si è sentenziata la condanna a morte di una indifesa cittadina italiana. Da oggi il diritto alla vita soggiacerà al potere della legge che sconfina nella sfera più inviolabile della persona umana. Che triste Italia appare dinanzi a noi, sempre più colpevolmente protesa ad inoculare una cultura della morte, incapace di affermare democraticamente il diritto alla vita. Mi chiedo: è davvero questo il sentire degli italiani? Non può dirsi solidarietà sopprimere i deboli, né giustizia rimuovere le ragioni più profonde del vivere comune, proprio a partire dalla condivisione delle angosce e delle sofferenze che ci rendono davvero uomini degni di stare al mondo”. |
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