Diega's profileSono Tempio della Trinit...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    May 07

    PROFEZIA, LA VOCE CHE GRIDA NEL DESERTO

    da Padre Elia

    La grande miseria e povertà è qua da voi, in Occidente, perché gli uomini e le loro coscienze hanno oltrepassato la soglia. Ora si trovano nel “benessere” che è il più grande malessere che il mondo abbia mai conosciuto. Lentamente stanno morendo, perché i loro cuori sono aridi e le loro vite sono senza senso… attaccati dalla nuova peste dell’era “moderna”, dalle sette piaghe dei giorni vostri, per non avere ascoltato e riconosciuto ancora una volta la voce del Maestro che continua ad essere crocifisso… così facendo il mondo sta crocifiggendo se stesso: le guerre, la fame, la mancanza d’amore, l’odio, la separazione fra i popoli, fra le religioni, l’incomprensione e così via… è in atto una nuova torre di Babele dei giorni vostri. Avviciniamoci a preparare una nuova Arca… perché io arriverò come un fulmine nella notte… e chi sarà fuori dalla mia Arca della Nuova Alleanza, sarà portato via dalle acque e perduto e maledetto per sempre. Tra Cristo e Barabba, tra Dio e Mammona continuate a scegliere il vostro simile: Barabba e Mammona.
    Io non vi ho mai conosciuto perche' finora non è stato fatto nulla nel mio nome,
    grida Gesu'.

    Alleluia !
    February 01

    Il ricamo di Dio

    Quando io ero piccolo mia madre era solita cucire tanto. Io mi sedevo vicino a lei e le chiedevo cosa stesse facendo. Lei mi rispondeva che stava ricamando. Osservavo il lavoro di mia madre da un punto di vista più basso rispetto a dove stava seduta lei, cosicché ogni volta mi lamentavo dicendole che dal mio punto di vista ciò che stava facendo mi sembrava molto confuso.
    Lei mi sorrideva, guardava verso il basso e gentilmente mi diceva: "Figlio mio, vai fuori a giocare un po' e quando avrò terminato il mio ricamo ti metterò sul mio grembo e ti lascerò guardare dalla mia posizione".
    Mi domandavo perché utilizzava dei fili di colore scuro e perché mi sembravano così disordinati visti da dove stavo io. Alcuni minuti dopo sentivo la voce di mia madre che mi diceva: "Figlio mio, vieni qua e siediti sul mio grembo".
    Io lo facevo immediatamente e mi sorprendevo e mi emozionavo al vedere i bei fiori o il bel tramonto nel ricamo. Non riuscivo a crederci; da sotto si vedeva così confuso.
    Allora mia madre mi diceva: "Figlio mio, di sotto si vedeva confuso e disordinato ma non ti rendevi conto che di sopra c'era un progetto. C'era un disegno, io lo stavo solo seguendo. Adesso guardalo dalla mia posizione e saprai ciò che stavo facendo".

    Molte volte lungo gli anni ho guardato il cielo e ho detto: "Padre, che stai facendo?".
    E Lui risponde: "Sto ricamando la tua vita".
    Allora io replico: "Ma si vede così confuso, è tutto un disordine. I fili sembrano così scuri, perché non sono più brillanti?".
    E Dio sembra dirmi: "Figliolo mio, occupati del tuo lavoro... e io faccio il mio. Un giorno ti porterò in cielo e ti metterò sul mio grembo e vedrai il disegno dalla mia posizione... E allora capirai...!! !".

    Nei giorni in cui sembra che nemmeno Dio si ricordi di te, invece di angustiarti ripeti con certezza: "Signore, io confido in te".

    esortazione

    S. Teresa d'Avila:

    Il tuo desiderio sia di vedere Iddio;
    il tuo timore, di perderlo;
    il dolore, di non possederlo;
    la tua gioia, in quello che ti può a Lui condurre,
    e vivrai in pace.
    December 17

    Parole di Papa Benedetto XVI

    Ogni esistenza personale è chiamata a misurarsi con Cristo durante il pellegrinaggio terreno, per essere trovata "in Lui" al momento della Sua Venuta.
    Dio non si impone, ma come un bambino chiede di essere accolto. Si presenta bisognoso di attenzione; attende che gli apriamo il cuore e ci curiamo di Lui.
    Disponibilità ad ascoltare, disponibilità a incamminarsi, attesa della luce che indichi la via: è questo che interessa a Dio. Egli cerca persone nel cui animo aperto all'attesa possa entrare la sua luce e la sua pace.
    November 12

    Chiesi a Dio

    Chiesi a Dio...

    di essere forte per eseguire progetti grandiosi:
    Egli mi rese debole per conservarmi nell'umiltà.
    Domandai a Dio che mi desse la salute

    per realizzare grandi imprese:
    egli mi ha dato il dolore per comprenderla meglio.
    Gli domandai la ricchezza per possedere tutto:
    mi ha fatto povero per non essere egoista.
    Gli domandai il potere

    perché gli uomini avessero bisogno di me:
    egli mi ha dato l'umiliazione
    perché io avessi bisogno di loro.
    Domandai a Dio tutto per godere la vita:
    mi ha lasciato la vita
    perché potessi apprezzare tutto.
    Signore, non ho ricevuto niente di quello
    che chiedevo,
    ma mi hai dato tutto quello di cui avevo bisogno
    e quasi contro la mia volontà.
    Le preghiere che non feci furono esaudite.
    Sii lodato; o mio Signore,
    fra tutti gli uomini
    nessuno possiede quello che ho io!

     Kirk Kilgour

    Preghiera scritta da famoso
    campione olimpionico nella pallacanestro
    rimasto paralizzato nel '76
     a seguito di un incidente durante un allenamento.
     La preghiera è stata letta dall'autore
    in sedia a rotelle di fronte al Papa
    durante il Giubileo dei malati a Roma.

    November 10

    Parte seconda Commento Padre Livio

     

    Commento di P.Livio sul Messaddio della Madonna1parte

     
    October 24

    L'ECO

    Un ragazzino e suo padre passeggiavano tra le montagne...
    All'improvviso il ragazzino inciampò, cadde e, facendosi male, urlò :"AAAhhhhhhhhhhh!!!"
    Con suo gran stupore il bimbo sentì una voce venire dalle montagne che ripeteva :
    "AAAhhhhhhhhhhh!!!"

    Con curiosità, egli chiese: "Chi sei tu?"
    E ricevette la risposta: "Chi sei tu?"
     Dopo il ragazzino urlò: "Io ti sento! Chi sei?"
    E la voce rispose: "Io ti sento! Chi sei?"

    Infuriato da quella risposta egli urlò: "Codardo"
    E ricevette la risposta: "Codardo!"

    Allora il bimbo guardò suo padre e gli chiese: "Papà, che succede?"
    Il padre gli sorrise e rispose:"Figlio mio, ora stai attento:"

    E dopo l'uomo gridò: "Tu sei un campione!"
    La voce rispose: "Tu sei un campione!"

    Il figlio era sorpreso ma non capiva.
    Allora il padre gli spiegò: "La gente chiama questo fenomeno ECO ma in realtà è VITA.
    La Vita, come un'eco, ti restituisce quello che tu dici o fai.
    La vita non è altro che il riflesso delle nostre azioni.

    Se tu desideri più amore nel mondo, devi creare più amore nel tuo cuore;
     
    Se vuoi che la gente ti rispetti, devi tu rispettare gli altri per primo.

    Questo principio va applicato in ogni cosa, in ogni aspetto della vita; la Vita ti restituisce ciò che tu hai dato ad essa.

    La nostra Vita non è un insieme di coincidenze,
    è lo specchio di noi stessi.

     
     
     

    Discussione su Marco...dono di Dio!

     

    Citazione

    Marco...dono di Dio!
    Pace bene e gioia!
    La grafica pastorale mi fornisce un grandissimo spunto di riflessione...non voglio scrivere assolutamente altro...vi invito solo ad osservare bene questo video e a commentare.
    Che il Signore ci benedica sempre!
    Pace bene e gioia!
    In comunione di preghiera!
    Ave Maria!
     
     
     
     
       
    October 23

    La maldicenza _ a cura del ... Santo curato d'Ars

    La maldicenza

    Dai discorsi e sermoni del curato d’ Ars

     

    Gli uni dicono male per invidia, il che accade soprattutto fra gente dello stesso mestiere, per attirarsi i clienti. Diranno male degli altri: che la loro merce non vale niente - o che ingannano - che non c'è niente da loro e che non sarebbero capaci di dare la merce a quel prezzo - che diverse persone se ne sono lamentate... che vedranno senz'altro che la cosa non riuscirà loro utile... 0 che non c'è né il peso né la misura. Un bracciante dirà che un altro non è un buon operaio, che non so in quante case si è recato e non sono stati molto contenti di lui; non lavora, si diverte. 0 non sa lavorare.

    - Ciò che vi dico non bisogna dirlo, aggiungono, perché gli potrebbe nuocere - Bisogna, gli dite voi? Sarebbe stato meglio non dire niente voi stessi, non ci sarebbero state complicazioni.

    Un contadino vedrà che i beni del suo vicino prosperano più dei suoi: questo lo irrita, ne dirà male.

    Altri parlano male del loro vicino per vendetta: se avete fatto qualche cosa a qualcuno, anche per dovere o per carità, cercheranno di screditarvi, di inventare mille cose contro di voi, per vendicarsi. Se se ne dice bene, ciò li irrita, vi diranno: - È ben come tutti gli altri, ha i suoi difetti. Ha fatto questo, ha detto quello. Non lo conoscete? È perché non avete ancor avuto a che fare con lui.

    Molti dicono male per orgoglio, credono di mettersi in luce abbassando gli altri, dicendo male degli altri. Fanno mostra delle loro supposte buone qualità. Tutto quello che diranno e faranno sarà bene e tutto quello che gli altri diranno o faranno sarà male.

    Ma i più dicono male per leggerezza, per una specie di manìa di parlare, senza esaminare se è vero o no. Hanno bisogno di parlare... Perché ci sia un qualsiasi motivo che li faccia agire, non si peritano di diffamare la riputazione del prossimo. Credo che il peccato di maldicenza racchiuda in sé quasi tutto ciò che c'è di più cattivo. Sì, questo peccato contiene il veleno di tutti i vizi, la bassezza della vanità, il veleno della gelosia, l'asprezza dell'ira, il rancore dell'odio e la sconsideratezza così indegna in un cristiano... È la maldicenza, infatti, che semina quasi ovunque la discordia, la divisione, che mette in discordia gli amici, che impedisce ai nemici di riconciliarsi, che turba la pace delle famiglie, che inasprisce il fratello contro il fratello, il marito contro la moglie...Quante famiglie molto unite che una sola cattiva lingua ha messo sottosopra, che non possono più né vedersi, né parlarsi. Chi ne è la causa? La sola cattiva lingua del

    vicino o della vicina...Sì, la lingua di un maldicente avvelena tutte le azioni buone e mette in luce tutte le cattive. È lei che, tante volte, diffonde su un'intera famiglia macchie che passano dai padri ai figli, da una generazione ad un'altra, e che, forse, non si cancelleranno mai più. La lingua maldicente va fino a frugare nella tomba dei morti; essa muove le ceneri di quei poveri infelici, facendo rivivere, cioè rinfrescando i loro difetti che erano sepolti con loro nella tomba. Che atrocità! Da quale indignazione sareste invasi se vedeste uno sciagurato accanirsi contro un cadavere, dilaniarlo in mille pezzi? Un tale fatto vi farebbe gemere di compassione. Ebbene! il crimine è ancora più grande quando si va a rinfrescare gli sbagli di un povero morto. Quante persone hanno questa abitudine quando si parla di qualcuno che è morto:- Ah!, ne ha combinate di tutti i colori durante la sua vita; era un perfetto ubriacone, uno scaltro matricolato, in breve, era un cattivo soggetto. Ahimè , amico mio, forse lei si sbaglia, e anche se fosse vero quel che dice, forse adesso è in cielo, il buon Dio lo ha perdonato. Ma dove è la vostra carità?

    October 11

    felicità è....

    La nostra felicità è nel bene che facciamo, nella gioia che diffondiamo,  nelle lacrime che asciughiamo,
    nel sorriso che facciamo fiorire.
     
    Ho copiato questa frase da una e-mail che mi è arrivata e la regalo a voi, affinchè tutti quelli che passano a trovarmi in questo blog sappiano che fuori di Dio non c'è felicità, ma solo disperazione e falsità.
    October 08

    Signore insegnaci a pregare

    Gesù insegna agli apostoli una gran bella preghiera, che ha il sapore
    dell'essenzialità ed è presentata in un contesto di stretta
    familiarità. "Padre nostro", Gesù ci rivela l'atteggiamento 
    familiare che dobbiamo avere nei confronti di Colui che ci ha creati.
    Egli non è soltanto Creatore ma anche e soprattutto Padre. Proprio in
    quanto Padre Egli è Creatore. Mi spiego meglio: Se Dio non ci avesse
    voluti, non ci avesse amati e quindi creati, perchè avrebbe dovuto
    chiamare all'esistenza tutte le cose create? Dio ha creato tutto per
    amor nostro, perchè noi non mancassimo di nulla su questa terra. Ha
    creato tutto perchè noi ricordassimo il Suo Costante amore per le
    creature, per i suoi figli. "Nostro", non è soltanto il mio Padre, ma
    è anche il tuo, è Padre anche di Adamo ed Eva, sarà Padre di tutti
    coloro che verranno dopo di noi. Noi formiamo una famiglia con Lui,
    apparteniamo veramente a Dio Padre come suoi figli e come fratelli
    tra di noi.
    Queste due parole si ricollegano ai due Comandamenti fondamentali:
    amare Dio con tutto il cuore, la mente e le forze; amare il prossimo
    come se stesso.
    Impegno piuttosto importante: considerarci fratelli. E' molto facile
    sentire la fraternità "a distanza", com succede ora per noi, dobbiamo
    però sviluppare anche la fraternità che incontriamo per strada.
    Dio ci benedica con la luce del suo volto. Amen. Sorella Diega
    October 07

    Regina del Santo Rosario

    Per gli amanti dei Genitori Celesti oggi è una giornata molto importante!
    Si venera la Madonna con il titolo di "Regina del Santo Rosario".
    Vorrei portare la vostra attenzione all'etimologia di Regina.
    Chi è la Regina, ve lo siete mai chiesto?
    Nella storia politica essa è la moglie del Re, una moglie a cui il Re partecipa il potere.
    Quanto è vero in rapporto a Maria!!!
    Ella è la Sposa dello Spirito Santo, Sposa delRe-Amore, una Sposa alla quale il Re partecipa
    i suoi Poteri: il potere dell'Amore!!!
    Che potere ha la Regina Maria?
    E' niente poco di meno che la Mediatrice di tutte le grazie!
    Essendo la Regina del Santo Rosario, Lei ci ottiene tutto mediante la Sua Corona Regale:
    la semplice corona del Rosario!
    Quest'Arma è in mano a Maria ed in mano al Suo Esercito.
    Con quest'Arma Potente la Regina con il suo esercito esce in battaglia per Vincere!!!!!
    Più alziamo il Rosario, più ripoteremo vittoria con Lei!
    Come successe per Mosè che alzando l'asta su cui c'era il serpente di rame, riportava la vittoria,
    così succede oggi, alzando con Lei il Suo Stendardo (cioè la corona del Rosario) porteremo la Grande Vittoria:
    Il triofo del Cuore Immacolato di Maria.
    LODE GLORIA E ONORE A CRISTO CHE ERA CHE E' E CHE VERRA'.
    Amen
    (sorella Diega)
    October 02

    Dio non si vede (articolo di Davide Maria Turoldo)

    IMG_0626Dio c'è ma non si vede. Oppure si vede, e allora non c'è. Sono tante le cose che non si vedono, eppure ci sono: esistono! Voi non vedete il vostro pensiero, ma il pensiero esiste; non vedete la forza che muove il vostro corpo, ma il corpo si muove: la forza esiste; voi non vedete la luce, ma la luce esiste. Esistono tutti gli oggetti illuminati dalla luce, i vostri volti coì splendenti. Anche il vento esiste ma non si vede. Si vedono le cose, i corpi, i gesti, le azioni: si sente il respiro, ma non si vede. Tanto che se non respiri, tu muori. Ecco, Dio è come il respiro. Anche la voce non si vede, ma si sente: e Dio è come la voce che ora ti invita a salire lungo il fiume per scoprire la sorgente. Anzi, anche la sorgente non si vede mai: ma se non ci fosse la sorgente, non ci sarebbe il fiume, questo il mistero della vita. Dio è questo mistero. Dio è la stessa vita: è il respiro delle cose, il vento che spira dove vuole; è la luce che splende; la sorgente nascosta nel cuore della montagna da cui nasce il fiume; è il pensiero che ordina ogni cosa; è la voce che parla nel silenzio del mondo, la voce che ti suggerisce i pensieri buoni nel fondo del tuo cuore: è l'amore che ama e crea.  Dio è come la voce che ora ti invita a salire lungo il fiume per scoprire la sorgente. Anzi, anche la sorgente non si vede mai: ma se non ci fosse la sorgente, non ci sarebbe il fiume, questo il mistero della vita. Dio è questo mistero. Dio è la stessa vita: è il respiro delle cose, il vento che spira dove vuole; è la luce che splende; la sorgente nascosta nel cuore della montagna da cui nasce il fiume; è il pensiero che ordina ogni cosa; è la voce che parla nel silenzio del mondo, la voce che ti suggerisce i pensieri buoni nel fondo del tuo cuore: è l'amore che ama e crea.   

    Non voglio agitarmi mio Dio: confido in Te

    Gesù all'anima:

    Perchè vi confondete, agitandovi? Lasciate a Me la cura delle vostre cose e tutto si calmerà.

    Vi dico, in verità, che ogni atto di vero, cieco, completo abbandono in Me produce l'effetto che desiderate e risolve le situazioni più spinose.

    Abbandonarsi a Me non significa arrovellarsi, sconvolgersi e disperarsi, volgendo poi a me una preghiera agitata perchè Io segua voi, e cambi l'agitazione in preghiera.

    Abbandonarsi significa chiudere placidamente gli occhi dell'anima, stornare il pensiero dalla tribolazione, e rimettersi  a Me perchè Io solo operi, sentendoMi dire: pensaci Tu.

    E' contro l'abbandono, essenzialmente contro, la preoccupazione, l'agitazione, il voler pensare alle conseguenze di un fatto.

    E' come la confusione che portano i fanciulli che pretendono che la mamma pensi alle loro necessità e vogliono pensarci loro, intralciando con le loro idee e le loro fisime infantili il suo lavoro.

    Chiudete gli occhi e lasciatevi portare dalla corrente della Mia grazia; chudete gli occhi e non pensate che al momento presente, stornando il pensiero dal futuro come da una tentazione; riposate in Me credendo alla Mia Bontà e vi giuro per il Mio Amore che, dicendomi con queste disposzioni: pensaci Tu Io ci penso in pieno, vi consolo, vi libero, vi conduco.

    E quando debbo portarvi in una ia diversa da quella che vedete voi, Io vi addestro, vi porto nelle Mie braccia, v faccio trovare, come bimbi addormentati nelle braccia materne, all'altra riva.

    Quello che vi sconvolge e vi fa un male immenso è il vostro ragionamento, il vostro penero, il vostro assillo, ed il volere ad ogni costo provvedere voi a ciò che vi affligge.

    Quante cose Io opero quando l'anima, tanto nelle sue necessità spirituali quanto i quelle materiali, si volge a Me, mi guarda, e dicendomi: pensaci Tu chiude gli occhi e riposa!

    Avete poche grazie quado vi assillate voi per produrle, ne avete moltissime quando la preghiera è affidamento pieno a Me.

    Voi, nel dolore, pregate perchè Io operi, ma perchè Io operi come voi credete ...

    Non vi rivolgete a Me, ma volete che Io mi adatti alle vostre idee; non siete infermi che domandano al medico la cura, ma che gliela suggeriscono.

    Non fate così, ma pregate come Vi ho isegnato nel Pater:

    sia santificato il Tuo Nome, cioè sii glorificato in questa mia necessità;

    venga il Tuo Regno, cioè tutto concorra al tuo regno in noi e nel mondo;

    sia fatta la Tua Volontà come in Cielo, così in terra, cioè dispono Tu, in questa necessità, come meglio ti pare, per la nostra vita eterna e temporale.

    Se mi dite davvero: sia fatta la Tua Volontà, che è lo stesso che dire: pensaci Tu, Io intervengo con tutta la Mia onnipotenza, e risolvo le situazioni più chiuse.

    Ecco, tu vedi c il malanno incalza invece che decadere? Non ti agitare, chiudi gli occhi e dimmi con fiducia: Sia fatta la Tua Volontà, pensaci Tu. Ti dico che Io ci penso, e intervengo come medico, e compio anche un miracolo quando occorre. Tu vedi che l'infermo peggiora? Non ti sconvolgere, ma chiudi gli occhi e dì: pensaci Tu. Ti dico che Io ci penso, e che non c'è medicina più potente di un mio intervento di amore. Ci penso solo quando chiudete gli occhi.

    Voi siete insonni, voi volete tutto valutare, a tutto pensare, e vi abbandonate così alle forze umane, o, peggio, agli uomini, confidando nel loro intervento. E' questo che intralcia le Mie parole e le Mie vedute.

    Oh, come Io desidero da voi questo abbandono per beneficarvi, e come mi accoro nel vedervi agitati!

    Satana tende proprio a questo: ad agitarvi, per ottrarvi alla Mia azione e gettarvi in preda alle iniziative umane.

    Confidate perciò in Me solo, riposate in Me, abbandonatevi a Me in tutto.

    Io faccio miracoli in proporzione del pieno abbandono in Me e del nessun pensiero di voi; Io spargo tesori di grazie quando voi siete nella piena povertà.

    Se avete vostre risorse, anche in poco, o se le cercate, siete nel campo naturale delle cose, che è spesso intralciato da satana.

    Nessun ragionatore o ponderatore ha fatto miracoli, neppure fra i santi: opera divinamente chi si abbandona in Dio.

    Quando vedi che le cose si complicano, dì con gli occhi dell'anima chiusi: Gesù, pensaci Tu.

    E distraiti, perchè la tua mente è acuta ... e per te è difficile vedere il male e confidare in Me distraendoti da te.

    Fà così per tutte le tue necessità: fate così tutti, e vedrete grandi, continui  silenziosi miracoli. Ve lo giuro per il Mio Amore.

    Ed io ci penserò, ve lo assicuro.

    Pregate sempre con questa disposizione di abbandono e ne avrete grande pace e frutto, anche quando io vi faccio la grazia dell'immolazione di riparazione e di amore, che comporta la sofferenza.

    Ti sembra impossibile? Chiudi gli occhi e dì con tutta l'anima: Gesù, pensaci Tu.

    Non temere, ci penserò e benedirai il Mio Nome, umiliandoti.

    Mille preghiere non valgono un atto solo di abbandono: ricordatelo bene.

    Non c'è novena più efficace di questa:

    O Gesù mi abbandono in Te, pensaci Tu!

     

    September 11

    Che senso ha la morte nella nostra cita

    Ieri mattina, appena sveglio, Renato comincia a sentirsi male e comprende che sta per morire. Muore poco dopo. Aveva solo 17 anni. Solo i primi quattro anni vissuti nella normalità, poi si ammala di distrofia muscolare. Tutti sappiamo che si tratta di una malattia molto brutta che fa morire pian piano e con lucidità. Renato sapeva che la sua vita sarebbe stata breve e chissà quante volte si sarà domandato del perchè proprio a lui una simile "condanna", si sarà anche chiesto cosa c'è oltre la morte, oltre il dolore, oltre questa "assurda" quotidianità.
    Renato era molto intelligente, allegro, io direi che era proprio un angelo.
    Quale risposta si sarà mai dato di tutti i perchè della sua brevissima vita?
    A questo mistero nessuno può rispondere, ma mi invita a riflettere sulle risposte che io devo dare a me stessa sul senso del dolore e della morte nella mia vita. 
    Come reagisco quando il dolore bussa alla mia porta?
    So trasformare la sofferenza in una occasione di crescita oppure mi chiudo in me stessa evitando i rapporti con gli altri?
    Che rapporto c'è tra la sofferenza e la mia fede in Dio?
    Come cristiana sono capace di unire la mia croce a quella di Gesù e offrirla per la salvezza dei miei fratelli?
    Signore Gesù, aiutaci a comprendere il significato e il valore redentivo della sofferenza nella nostra vita perchè sappiamo che quando si abbraccia il dolore, il peso si sente molto meno.
    In suffragio di Renato ti offriamo la sua croce che uniamo alla tua.
    La sua mamma l'affidiamo a Tua e nostra Madre perchè solo Lei può capire cosa significa perdere un figlio. Amen
    September 01

    Messaggio di semplicità

    "...la mia parola e il mio linguaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della Sua Potenza, perchè la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla Potenza di Dio" .
     
    E' la Parola di Dio che trasforma ogni cosa, ogni uomo, che corregge gli atteggiamenti erronei. Solo la Parola e non le parole.
    Vogliamo che il mondo cambi? Preghiamo la Parola,  la Parola trasformerà la nostra preghiera in azioni, azioni di testimonianza, e il mondo si accorgerà non della nostra testimonianza ma della Sua Potenza d'Amore.
     
    June 06

    Ultimo articolo prima delle vacanze

    Noi sacerdoti, durante l’omelia, pronunciamo spesso la parola “Gesù”, supponendo che la gente capisca subito di chi si sta parlando! In realtà non è poi così semplice parlare del Cristo. Mi vengono in mente le parole di S. Agostino: “Qui su questa terra ha camminato, un giorno, l’uomo-Dio; il mio Creatore si è fatto uomo”. E cammina, anche oggi, insieme a noi. Egli, come noi, è vero uomo ma non appartiene a nessuna categoria di uomini; è unico, perché è il Creatore che si è fatto creatura. Non possiamo parlare di Gesù Cristo come di una sintesi di tutti i valori umani, un essere al di sopra dell’uomo. Gesù Cristo è vero uomo nato dalla Vergine Maria, vera carne, veri pensieri, vere sofferenze, vero linguaggio, vera passione, vera morte; egli è veramente risorto, veramente presente in mezzo a noi, veramente presente nella mia coscienza con il battesimo. Non possiamo parlare di lui come di un personaggio del passato: Napoleone o Socrate. Questi esseri sono scomparsi, invece Gesù è vivo. Mi ha dato la vita e, facendosi uomo, viene dentro di me con il battesimo, in maniera misteriosa, ma reale. Gesù diventa, perciò, il mio ispiratore, la mia forza; si serve delle mie mani per fare del bene, dei miei pensieri per amare. È Lui che mi ha preso in consegna e mi ha ritenuto talmente importante da morire per me. Il Vangelo bisogna leggerlo da questo duplice punto di vista: che è Gesù Cristo e chi sono io per Gesù Cristo? In ogni riga del Nuovo Testamento c’è lo stupore e la meraviglia per un Dio che si fa uomo Che fortuna che ci è capitata! Non ci è venuto incontro un profeta o un grande sapiente; è il nostro Creatore che è venuto in mezzo a noi: è Gesù Cristo.

    Quando la gente domanda: “Ma che è costui?”, Gesù risponde con le parole che sfidano il mondo, portando sconcerto tra i Giudei fino a condurlo alla morte. Gesù dice: “Prima che Abramo fosse, Io sono”. E coraggiosamente aggiunge: “Chi ascolta la mia parola non sarà sottoposto a giudizio, ma passerà da morte a vita, perché Io e il Padre siamo una cosa sola”

    La grande fortuna che abbiamo è di sapere che il Creatore è a nostra disposizione, ed ha verso ciascuno di noi, semplici creature, un amore talmente grande da farsi uccidere.

    Quando parliamo, allora, di Gesù dobbiamo risalire a questa realtà primordiale. Si può parlare di Lui e del Suo insegnamento, possiamo anche ritenere il Vangelo una risposta ai problemi del mondo d’oggi, ma Gesù Cristo non è soltanto l’apportatore di una visione sociale, non è un grande sociologo che ha indicato una nuova formula per risolvere i grandi problemi dell’uomo; è soprattutto colui che consente all’uomo di capire il valore della propria vita perché svela la verità di fondo di ognuno. La grande novità è proprio questa.

    Mentre un alveare è fatto di api, dove ognuna vale l’altra, l’umanità è fatta sì di uomini, ma ogni uomo non è una parte dell’umanità, è tutta l’umanità; ogni uomo vale l’universo. È come in una famiglia composta da dieci figli, ogni figlio è il fine della famiglia.

    Gesù Cristo è Colui che il Padre ci ha dato perché diventassimo noi pure figli suoi e capissimo il valore immenso che abbiamo: veniamo dall’eternità e torniamo all’eternità e nessuno è padrone di se stesso. E come si rispetta Dio, così bisogna aver rispetto di ogni persona, perché a sua volta anche questa è in contatto diretto con Dio.

    È questa la grande novità.

    (Articolo scritto dal Cardinale Ersilio Tonini)

    May 24

    L'uomo, meraviglia di Dio

    Molti giornali e trasmissioni televisive ci dicono, più o meno velatamente, che Dio è morto, come facevano già trenta o quarant’anni fa. Oggi il mondo vuole vivere come se Dio non esistesse, allontanando da sé ogni segno della sua presenza, magari bollandolo come suggestione, stupidità, mancanza di conoscenza, paura della “libertà”. La realtà è però un’altra: l’uomo, qualunque uomo, fino a che avrà vita, si chiederà sempre: “Perché ci sono? Come mai ci sono?” E a queste domande, non c’è nessuno scienziato, nessun filosofo, nessun politico che sappia dare una risposta. S. Agostino diceva: “Tu guardi l’universo e ti meravigli nel vedere le stelle, l’ordine delle cose, le bellezze della natura e non t’accorgi che tu, ammiratore, sei tutto una meraviglia”.

    Io confesso che ogni tanto mi sveglio e mi chiedo: “Ma guarda! Sono vivo”. Mi verrebbe voglia di gridare: “Ci sono, ci vedo e penso!” E mi meraviglio di questo.

    Oggi poi, attraverso l’ingegneria genetica si è arrivati a scoprire i segreti del DNA e questa cassaforte che si è riusciti ad aprire ha mostrato delle meraviglie infinite. Come si può pensare che questo sia frutto del caso?

    Il rischio che oggi l’uomo corre, in un mondo in così continua e vorticosa evoluzione, è quello di essere distratto, interessato solo a quello che accade al di fuori di lui.

    È invece necessario che l’uomo rientri dentro di sé, nel proprio intimo. Scoprirà allora che esiste un’intelligenza infinita che lo ha creato e che lo ama.

    Credere in Dio, non vuol dire credere in una non ben definita identità celeste, oppure credere che esiste un Dio come esiste il Primo Ministro o il Papa o il Presidente della Repubblica.

    Credere in Dio vuol dire sentirlo dentro, sentirsi appartenente a Lui.

    Quando questo accade, tu, uscendo di casa, comprendi che la luce che vedi è opera di Dio, che il terreno sopra il quale cammini è opera sua, che tuo padre, tua madre, la tua maestra e tutti quelli che incontri, sono opera di Dio. Ti sembra sempre di essere a casa; calpesti l’erba del suo giardino e capisci di essere il suo bene. Nasce, così, un rapporto misterioso che fa sentire la creatura importante, quasi indispensabile, per il Creatore. Tutti, specialmente i ragazzi, si accorgeranno di avere un futuro davanti a loro   

    May 20

    Due madri, un sol cuore

    Ciascuno di noi ha due madri quaggiù: una ci ha dato la vita del corpo, l'altra ci dà la vita della grazia e dell'eternità.
    Nostra madre ha dato a ciascuno di noi i primi palpiti, il primo nutrimento, i primi sorrisi e le prime gioie.
    La Madre Divina, nell'ordine soprannaturale, ci dà le stesse sue attenzioni che una madre dà per la vita di suo figlio, la tenerezza di tutta se stessa per formare in noi il destino eterno. Continua...