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June 06 Ultimo articolo prima delle vacanzeNoi sacerdoti, durante l’omelia, pronunciamo spesso la parola “Gesù”, supponendo che la gente capisca subito di chi si sta parlando! In realtà non è poi così semplice parlare del Cristo. Mi vengono in mente le parole di S. Agostino: “Qui su questa terra ha camminato, un giorno, l’uomo-Dio; il mio Creatore si è fatto uomo”. E cammina, anche oggi, insieme a noi. Egli, come noi, è vero uomo ma non appartiene a nessuna categoria di uomini; è unico, perché è il Creatore che si è fatto creatura. Non possiamo parlare di Gesù Cristo come di una sintesi di tutti i valori umani, un essere al di sopra dell’uomo. Gesù Cristo è vero uomo nato dalla Vergine Maria, vera carne, veri pensieri, vere sofferenze, vero linguaggio, vera passione, vera morte; egli è veramente risorto, veramente presente in mezzo a noi, veramente presente nella mia coscienza con il battesimo. Non possiamo parlare di lui come di un personaggio del passato: Napoleone o Socrate. Questi esseri sono scomparsi, invece Gesù è vivo. Mi ha dato la vita e, facendosi uomo, viene dentro di me con il battesimo, in maniera misteriosa, ma reale. Gesù diventa, perciò, il mio ispiratore, la mia forza; si serve delle mie mani per fare del bene, dei miei pensieri per amare. È Lui che mi ha preso in consegna e mi ha ritenuto talmente importante da morire per me. Il Vangelo bisogna leggerlo da questo duplice punto di vista: che è Gesù Cristo e chi sono io per Gesù Cristo? In ogni riga del Nuovo Testamento c’è lo stupore e la meraviglia per un Dio che si fa uomo Che fortuna che ci è capitata! Non ci è venuto incontro un profeta o un grande sapiente; è il nostro Creatore che è venuto in mezzo a noi: è Gesù Cristo. Quando la gente domanda: “Ma che è costui?”, Gesù risponde con le parole che sfidano il mondo, portando sconcerto tra i Giudei fino a condurlo alla morte. Gesù dice: “Prima che Abramo fosse, Io sono”. E coraggiosamente aggiunge: “Chi ascolta la mia parola non sarà sottoposto a giudizio, ma passerà da morte a vita, perché Io e il Padre siamo una cosa sola” La grande fortuna che abbiamo è di sapere che il Creatore è a nostra disposizione, ed ha verso ciascuno di noi, semplici creature, un amore talmente grande da farsi uccidere. Quando parliamo, allora, di Gesù dobbiamo risalire a questa realtà primordiale. Si può parlare di Lui e del Suo insegnamento, possiamo anche ritenere il Vangelo una risposta ai problemi del mondo d’oggi, ma Gesù Cristo non è soltanto l’apportatore di una visione sociale, non è un grande sociologo che ha indicato una nuova formula per risolvere i grandi problemi dell’uomo; è soprattutto colui che consente all’uomo di capire il valore della propria vita perché svela la verità di fondo di ognuno. La grande novità è proprio questa. Mentre un alveare è fatto di api, dove ognuna vale l’altra, l’umanità è fatta sì di uomini, ma ogni uomo non è una parte dell’umanità, è tutta l’umanità; ogni uomo vale l’universo. È come in una famiglia composta da dieci figli, ogni figlio è il fine della famiglia. Gesù Cristo è Colui che il Padre ci ha dato perché diventassimo noi pure figli suoi e capissimo il valore immenso che abbiamo: veniamo dall’eternità e torniamo all’eternità e nessuno è padrone di se stesso. E come si rispetta Dio, così bisogna aver rispetto di ogni persona, perché a sua volta anche questa è in contatto diretto con Dio. È questa la grande novità. (Articolo scritto dal Cardinale Ersilio Tonini) May 24 L'uomo, meraviglia di DioMolti giornali e trasmissioni televisive ci dicono, più o meno velatamente, che Dio è morto, come facevano già trenta o quarant’anni fa. Oggi il mondo vuole vivere come se Dio non esistesse, allontanando da sé ogni segno della sua presenza, magari bollandolo come suggestione, stupidità, mancanza di conoscenza, paura della “libertà”. La realtà è però un’altra: l’uomo, qualunque uomo, fino a che avrà vita, si chiederà sempre: “Perché ci sono? Come mai ci sono?” E a queste domande, non c’è nessuno scienziato, nessun filosofo, nessun politico che sappia dare una risposta. S. Agostino diceva: “Tu guardi l’universo e ti meravigli nel vedere le stelle, l’ordine delle cose, le bellezze della natura e non t’accorgi che tu, ammiratore, sei tutto una meraviglia”. Io confesso che ogni tanto mi sveglio e mi chiedo: “Ma guarda! Sono vivo”. Mi verrebbe voglia di gridare: “Ci sono, ci vedo e penso!” E mi meraviglio di questo. Oggi poi, attraverso l’ingegneria genetica si è arrivati a scoprire i segreti del DNA e questa cassaforte che si è riusciti ad aprire ha mostrato delle meraviglie infinite. Come si può pensare che questo sia frutto del caso? Il rischio che oggi l’uomo corre, in un mondo in così continua e vorticosa evoluzione, è quello di essere distratto, interessato solo a quello che accade al di fuori di lui. È invece necessario che l’uomo rientri dentro di sé, nel proprio intimo. Scoprirà allora che esiste un’intelligenza infinita che lo ha creato e che lo ama. Credere in Dio, non vuol dire credere in una non ben definita identità celeste, oppure credere che esiste un Dio come esiste il Primo Ministro o il Papa o il Presidente della Repubblica. Credere in Dio vuol dire sentirlo dentro, sentirsi appartenente a Lui. Quando questo accade, tu, uscendo di casa, comprendi che la luce che vedi è opera di Dio, che il terreno sopra il quale cammini è opera sua, che tuo padre, tua madre, la tua maestra e tutti quelli che incontri, sono opera di Dio. Ti sembra sempre di essere a casa; calpesti l’erba del suo giardino e capisci di essere il suo bene. Nasce, così, un rapporto misterioso che fa sentire la creatura importante, quasi indispensabile, per il Creatore. Tutti, specialmente i ragazzi, si accorgeranno di avere un futuro davanti a loro May 20 Due madri, un sol cuoreCiascuno di noi ha due madri quaggiù: una ci ha dato la vita del corpo, l'altra ci dà la vita della grazia e dell'eternità.
Nostra madre ha dato a ciascuno di noi i primi palpiti, il primo nutrimento, i primi sorrisi e le prime gioie.
La Madre Divina, nell'ordine soprannaturale, ci dà le stesse sue attenzioni che una madre dà per la vita di suo figlio, la tenerezza di tutta se stessa per formare in noi il destino eterno. Continua... |
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